Schumi vuole fare una sorpresa prima della pensione

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Monza

Il dio dei motori indossa jeans scoloriti, una t-shirt rossa e, come ciondolo, un imbarazzante dente di qualcosa che pare un cornetto anti jella. Di fronte, stipati nel motorhome Ferrari, ha una folla di fedeli e telecamere che lo attende. Si siede. Michael Schumacher sembra teso ma riposato, mentre la folla di fedeli suda non per la tensione del momento ma per i 50 gradi all’ombra e il 95 per cento di umidità di quel tendone trasformato in sala riunioni. Il dio dei motori è teso ma riposato: prende il microfono e ai fedeli che sgocciolano dice: «Are you ready? Siete pronti? Great, bene, ma prima di iniziare con le domande devo dirvi io qualcosa. Si è scritto e detto tanto in questi giorni – spiega -, ma noi, da mesi, avevamo comunicato che l’annuncio sarebbe stato dato a Monza; e tutto resta fissato per il dopo Gp. Per cui, cortesemente, non fatemi domande su questo. Grazie per la vostra comprensione».
Il dio dei motori risponde soddisfatto a stanche domande sul gp, sui recenti test, sulle possibilità di vittoria, risponde e dice «che la corsa sarà cruciale per il mondiale», che però «siamo in forma» e conclude argomentando sulla bellezza del duello con Alonso. Il dio dei motori vorrebbe che tutto finisse lì, e invece non finisce un bel niente. Ecco una, due, tre domande, a raffica: dica del suo stato d’animo? Non rischia di distrarsi? Non sarebbe stato meglio annunciare tutto a fine campionato? «Next question», la prossima domanda, «next question, next question» prova a ribattere il tedesco, ma qualcosa è costretto a dire. Per esempio, che «tutto è deciso, per cui nessun problema per il mio stato d’animo, posso concentrarmi completamente su prove e gara... semmai il problema è vostro».
Il dio dei motori finisce così la sua messa a trecento all’ora: dice il nulla, ma fa capire che tutto è ormai stabilito. Lo conferma anche il suo manager, Willi Weber, «ha deciso la scorsa settimana, è stata una cosa sofferta». Appena spenti i motori, la Ferrari comunicherà la formazione 2007 e allora si saprà. Ma qualcosa, forse, si saprà un attimo prima. Lo lascia intendere la sua addetta stampa: «Se Michael andrà a podio, capirete tutto...». Frase enigmatica, frase che dà appuntamento a tutti gli appassionati sul podio circolare di Monza. Ovviamente, sperando che le due Ferrari quel podio conquistino. Solo così si saprà prima e solo così la rossa riaprirà il mondiale.
Mentre il dio dei motori se ne torna veloce nell’altro motorhome, mentre l’ormai quasi ferrarista Kimi Raikkonen tiene la bocca cucita con tutti (altro segnale a conferma che domenica verrà annunciato il suo nome accanto a quello di Massa), mentre accade tutto questo, nel paddock, gli altri piloti si compattano nell’esternare grande e immenso dispiacere per il prossimo ritiro del campione. Anche quelli che in tempi recenti hanno spesso avuto a questionare con il grande crucco. A cominciare dal rivale, Fernando Alonso: «Qualsiasi cosa debba dire, non inciderà sulla corsa e sul nostro duello e neppure sul prosieguo del mondiale. Se mi mancherà? Diciamo che è sempre bello correre contro i piloti più forti o che detengono tutti i record... batterli dà più piacere». E ancora: «So già che non riuscirò a vincere tanto quanto lui; per farlo bisogna avere molta fortuna e sempre l’auto migliore. Ricordate l’anno scorso: Michael era sempre competitivo ma arrivava sempre ottavo. Comunque, senza di lui in F1 qualcosa cambierà: ma dobbiamo aspettare qualche anno per capire che cosa. Correre quanto Michael? No, mi ritirerò prima».
Felipe Massa a parte, la maggior parte dei piloti dà Michael già per pensionato e, come accade in questi casi, si sprecano frasi da libro Cuore. Fisichella: «Michael mi mancherà, spero continui. Ricordo com’era gentile con i miei bambini»; Trulli: «Mancherà anche a me, ricordo quando lo conobbi, lui era già un campione ed io ero nei kart, fu bellissimo». Non è per nulla mieloso, anzi va contro corrente il supremo della F1, mister Bernie Ecclestone, che regala una nuova chiave di lettura del tormentone: «Non so se alla fine si ritirerà, ma credo che smetterà quando lo faranno anche Todt e Brawn. Loro sono ormai una famiglia. Comunque vada, la Ferrari è ormai molto organizzata, non ne risentirà».