Schwarzenegger sfida il Parlamento «Veto alle nozze tra omosessuali»

«In California il referendum del 2000 stabilì che sono validi solo i matrimoni eterosessuali»

Silvia Kramar

da New York

The Terminator ha messo fine, mercoledì notte, ai sogni delle coppie gay californiane. Arnold Schwarzenegger, discusso governatore repubblicano di uno Stato che si crede da sempre all'avanguardia nelle innovazioni sociali americane, ha annunciato di volere mettere il veto alla nuova legge che permetterebbe il matrimonio tra omosessuali. Legge che martedì era stata definitivamente varata dal Parlamento californiano con 41 voti a favore contro 35. I sostenitori della nuova legge, chiamata anche Proposition AB849, hanno imposto la modifica della definizione di matrimonio: non più «unione tra uomo e domma», ma «unione tra due persone».
Tutto era cominciato quando, più di un anno fa, il sindaco di San Francisco aveva sposato le prime coppie omosessuali: star del cinema, della tv e persone di spicco si erano scambiate promesse e anelli davanti alle telecamere e ai flash. Ma dopo le prime settimane di festeggiamenti e di nozze, la Corte suprema californiana aveva annullato, in un sol colpo, tutti quei sì. Alcune coppie gay avevano fatto causa, ma sul loro destino pendeva il referendum popolare del 2000, la cosiddetta Proposition 22 con la quale la maggioranza dei californiani aveva detto no ai matrimoni tra omosessuali.
Da più di un anno c'era comunque chi lottava per far approvare questa nuova legge: una coalizione guidata dall'organizzazione Equality California e da molti deputati democratici, soprattutto ispanici e afroamericani, avevano sempre ammesso di considerare le nozze gay come la prossima pietra miliare nell'evoluzione sociale di un'America in cui, un giorno, tutti, dovranno essere uguali e avere gli stessi diritti.
Invece mercoledì notte Scharzenegger ha infranto il loro sogno: a nulla sono serviti i tentativi dei democratici californiani di tirare in ballo il senatore Ted Kennedy, parente del governatore, la cui moglie, Maria Shriver, è appunto una Kennedy e democratica.
Anche gli ultimi sondaggi, decisamente negativi per Schwarzy, non sono riusciti a dissuaderlo dal promettere all'America repubblicana di voler fermare, col suo veto, una legge che «va contro al volere della maggioranza dei californiani».
Il governatore ha ancora 27 giorni per cambiare idea, ma non lo farà. La sua portavoce, Margita Thompson, ha dichiarato che secondo Schwarzenegger i matrimoni degli omosessuali sono un problema di competenza dei tribunali e non del Parlamento. Ma i sostenitori di Proposition AB 849 non sono d'accordo: la loro è una causa condotta in nome di una delle parole più usate dai liberal americani, l'equality, l'uguaglianza.
«Il governatore non cambierà idea», sono state le parole finali della sua portavoce. Il Parlamento della California deve ora decidere se opporsi al veto: per annullarlo i deputati devono poter contare sui due terzi dei rappresentanti, disporre cioè della maggioranza assoluta dei voti democratici e di una forte adesione di quelli repubblicani., ma nella votazione di martedì soltanto un deputato del partito di George Bush aveva votato a favore dei matrimoni gay e anche lui, alla fine, aveva affermato di non essere molto convinto di ciò che aveva fatto.