Schwarzenegger tedoforo d'eccezione

Venerdì, giorno di inaugurazione, il governatore della California consegnerà la fiaccola a Sebastian Coe, ex campione olimpico
e presidente del Comitato Olimpico di Londra 2012. Maxi piano di sicurezza durante i Giochi

Venerdì, giorno di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali, il governatore della California consegnerà la fiaccola a Sebastian Coe, ex campione olimpico e presidente del Comitato Olimpico di Londra 2012. Tra i partecipanti alla staffetta anche la leggenda dell’hockey sul ghiaccio Wayne Gretzky, tra i più accreditati ad accendere il braciere nella cerimonia d’inaugurazione che si terrà al BC Place Stadium.

Piano sicurezza Barack Obama non ci sarà, ma il piano-sicurezza a Vancouver in vista della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali è comunque fra i più vasti e importanti di sempre in Canada. Nessuna minaccia diretta, ma le autorità e gli organizzatori dei Giochi invernali che prenderanno il via il 12 febbraio prossimo non danno nulla per scontato. Il presidente degli Stati Uniti sarebbe stato ospite assai gradito in occasione della cerimonia inaugurale. Inevitabilmente, però, il suo ’forfait’ è anche un motivo di preoccupazione in meno. Gli Stati Uniti saranno rappresentati dal vicepresidente Joe Biden. Attesi, inoltre, molti altri capi di Stato ed esponenti di spicco della politica internazionale. Le grandi manovre in vista della cerimonia d’apertura sono cominciate: le autorità hanno delimitato con una sorta di zona-rossa l’area del BC Place Stadium, l’impianto che ospiterà le cerimonie d’apertura e chiusura, all’interno della quale sarà possibile accedere solo con permessi speciali. A Vancouver durante i Giochi ci saranno 2.500 atleti, 3.000 fra tecnici e dirigenti, 11mila giornalisti accreditati e circa 350.000 visitatori dei siti olimpici. Le operazioni di sicurezza interesseranno circa 16.000 agenti fra esercito, polizia e guardie priva te.

Le coste saranno presidiate dalle navi della marina canadese, mentre la zona di Whistler Mountain, che ospiterà le gare dello sci alpino, sarà pattugliata da militari con gli sci ai piedi e a bordo di motoslitte, oltre che dalle unità cinofile. Sicurezza rafforzata anche nei cieli, con una ’no-fly zonè sopra i villaggi olimpici di Vancouver e Whistler Mountain. Le manifestazioni di protesta saranno consentite ma solo in alcune aree.

Misure straordinarie e controlli a tappeto anche negli aeroporti e all’ingresso degli impianti olimpici, dove le operazioni potranno superare le tre ore. "Meno cose si portano con sè e più veloci saranno le operazioni di filtraggio", ha spiegato Mike Cote, membro dell’unità di sicurezza per Vancouver 2010. "Nessuna minaccia per i Giochi", ha confermato mercoledì scorso Bud Mercer della Royal Canadian Mounted Police, la polizia federale a cavallo responsabile della sicurezza durante le Olimpiadi, secondo il quale la presenza del presidente statunitense Obama avrebbe "reso le operazioni più complesse".

Mercer ha anche spiegato che è stato predisposto un piano B da attuare in presenza di elementi concreti di pericolo. Il piano-standard predisposto per Vancouver 2010 e corrispondente a un livello medio di allerta avrà un costo di circa 900 milioni di dollari canadesi, l’equivalente di circa 610 milioni di euro: una cifra circa cinque volte superiore a quella inizialmente stanziata.