Schwazer è 9° ma finalmente sorride

Daegu Perdente e felice: è lo strano caso di Alex Schwazer, arrivato 9° nella 20 km di marcia, ma assolutamente diverso da quel campione malmostoso e deluso che negli ultimi anni stava pensando al ritiro. «Sono stracontento, più di così non potevo. Sono arrivato 9° come nel 2007, eppoi nel 2008 ho vinto l’oro olimpico». Sorriso! Sarà un fatto di scaramanzia, però Alex è sempre stato nel plotone dei comprimari. È arrivato con un grande sforzo che ha richiesto diversi minuti per prendere fiato. «In altri tempi non sarei mai venuto in questa condizione, invece stavolta mi sono caricato in viste degli allenamenti invernali quando hai bisogno di ricordare qualcosa per crederci. Sognare è importante sennò è dura». Almeno all’arrivo è uno Schwazer più bello. Magari è servito il cambio di allenatore.
Oggi Sandro Damilano, ex tecnico di Alex, allena i cinesi e Giorgio Rubino, incappato in una squalifica a metà gara dopo essere rimasto a lungo al comando. Quando Rubino è scomparso, si è fatto avanti Valery Borchin, inossidabile russo arrivato al secondo oro iridato di fila dopo Berlino 2009, con accluso oro olimpico. Successo facile per quanto difficile è stata la giornata degli italiani. Rubino c’è rimasto malissimo, così tanto da chieder scusa a tutti. «Sarebbe ora di raccogliere qualcosa dopo tanti sacrifici», ha raccontato con un pizzico di acredine sui russi. «Vorrei vedere in giro gente che non è finita in storie di doping. Borchin e altri russi ci sono finiti. Chi si è dopato, ha una macchia eterna. Noi fatichiamo in modo onesto».