Sci, all'azzurro Heel la libera di Kvitfjell

Il 26enne altoatesino trionfa davanti all'americano Bode Miller sulle nevi norvegesi in Coppa del Mondo. Per l'Italia un successo che mancava dal 2001, quando vinse Ghedina che chiama subito per i complimenti

Kvitfjell - Il velocista azzurro Werner Heel ha vinto la discesa di coppa del mondo di Kvitfjell. L’altoatesino ha fermato i cronometri su 1'45"73. Secondo posto per l’americano Bode Miller, in 1'45"83 e terzo per l’austriaco Klaus Kroell in 1'45"95. L’ultima vittoria azzurra in una discesa di coppa del mondo risale al 2001, con Christian Ghedina che fu primo nella libera della Val Gardena. Per gli azzurri da segnalare il settimo posto di Christof Innerhofer, a 0"81, il quindicesimo di Peter Fill, a 1"42, e il 27esimo di Patrick Staudacher a 2"60. In classifica generale Bode Miller guadagna altri 80 punti sull’austriaco Benjamin Raich, oggi molto lontano dai migliori. L’americano si porta a quota 1.183, con Raich fermo a 1.058. Domani a Kvitfjell è in programma un’altra discesa libera, mentre domenica la tre giorni norvegese si chiuderà con un supergigante.

Gioia Heel "È bellissimo ed è incredibile essere qui, primo in discesa davanti a tutti questi mostri sacri dello sci" sono le prime parole dell’altoatesino Werner Heel, nato a Merano, vincitore a sorpresa della discesa di coppa del mondo di Kvitfjell. "È una pista che mi è sempre piaciuta. L’anno scorso - dice ancora l’azzurro, classe 1982 che corre per le Fiamme Gialle - era arrivato nono e questo era stato per me un bel risultato. Oggi mi è andato tutto bene, sin dal cancelletto di partenza. Ho spinto sempre".

Ghedina "Bravissimo Werner. Ero certo che prima o poi sarebbe riuscito a fare un buon risultato. Sono anche convinto che quella di oggi non sarà per lui una vittoria isolata. Tornerà ancora sul podio": via telefono arrivano da Christian Ghedina, il miglior discesista italiano di tutti i tempi, i complimenti all’azzurro Werner Heel dopo la strepitosa vittoria di Kvitfjell nella libera di Coppa del Mondo, la prima di un azzurro dopo sette anni. "Werner lo conosco bene. Con lui ci siamo allenati spesso insieme - racconta Ghedina che, nella sua casa, sta accudendo il proprio cane che è stato operato dopo essere stato investito da un’auto - e siamo andati spesso anche a fare mountain bike. È uno a cui piace rischiare. Se c’era da fare salti e discese strane, lui non si tirava mai indietro. In questo mi assomiglia parecchio. È un po' pazzariello come me, gli piace il pericolo".