SCI ESTIVO

Il termometro segna 7 gradi. Trenta in meno dell'afosa Pianura Padana. Eppure siamo solo a poche decine di chilometri dalle risaie, ai 3480 metri del Plateau Rosà, più correttamente Testa Grigia, al confine tra la Valle d'Aosta e la Svizzera, sopra Breuil Cervinia. Una funivia, una telecabina e poi ancora una maxi-funivia ci hanno depositato su questo cucuzzolo di roccia tra le nevi eterne in una ventina di minuti.
Da quota 2000 a 3480, dal verde della conca del Breuil al bianco e grigio del ghiaccio. «In questi giorni è abbastanza caldo, normalmente siamo più vicino allo zero» mi dice Gianfranco Torelli, direttore delle piste della Cervino S.p.A. Eppure la neve è sciabile, perfino piacevole. Certo, oggi non è «powder», ma lo spettacolo di una sciata nel bel mezzo dell'estate canicolare con lo sguardo che corre verso il «più nobile scoglio d'Europa» è un'emozione che vale la pena di provare.
Lo sci estivo, un rito che negli anni si è trasformato, da vacanza «alla moda», di massa, a chicca «contro corrente» per veri amanti della montagna e del fresco. «Oggi, a parte tre settimane ad agosto, quando abbiamo diversi ospiti provenienti dal centro sud, in fuga dal caldo e dalla folla, il cliente viene soprattutto nel fine settimana» dice Egidio Sertorelli, ex azzurro e albergatore. Poi ci sono gli atleti. Come il croato Ivica Kostelic (3 argenti olimpici) o l'ex azzurra Daniela Ceccarelli (1 oro olimpico), con i quali non è stato difficile fare quattro curve e scattare una foto ricordo. A luglio è ancora bassa stagione per gli allenamenti, ma ad agosto tutti passano da qui. E tanti, quasi tutti, sono passati dallo Sport Hotel Sertorelli, quattro stelle a dimensione sci, con noleggio interno, skiroom e pratico skibus per la funivia (www.hotelsertorelli.it, pernottamento e prima colazione da 65 euro).
In quota si scia in territorio svizzero, perché il Ventina, la pista «mitica» di Cervinia, ha chiuso l'11 luglio. Superato l'impatto con le famigerate ancore, skilift biposto che hanno terrorizzato intere generazioni di sciatori (qui ce ne sono 7) e che in realtà sono perfette per fare conoscenza, davanti alle punte degli sci si apre un comprensorio che regge il confronto con una media stazione invernale, con una ventina di chilometri di discese e un dislivello che, anche nei periodi più caldi, sfiora i 500 metri. Quello che rende unico questo fazzoletto di neve abbarbicato sulle vette tra Cervinia e Zermatt è la quota. «Qui si inizia a sciare dove altrove gli impianti arrivano» dice Egidio Sertorelli. In effetti si parte poco sotto la Testa Grigia, a quota 3400, per raggiungere i 3900 metri! Meglio acclimatarsi bene.
Le discese sono prevalentemente blu e rosse, vale a dire facili e di media difficoltà e, entro qualche anno, queste meraviglie naturali saranno fruibili anche per il turista senza sci. Già l'anno prossimo, infatti, dovrebbero partire i lavori per una funivia a campata unica dalla Testa Grigia al Piccolo Cervino (3825 m), collegato a Zermatt da una serie di funivie. Si aprirà una «traversata funiviaria del Cervino» che farà concorrenza a quella del Monte Bianco e renderà più varia la vacanza. Oggi, però, l'offerta di Cervinia è all'insegna del «multisport». La novità di questa estate, infatti, e è la mountain bike. Tra Cime Bianche Laghi, Plan Maison e il paese, su un dislivello di quasi 800 metri sono stati creati itinerari «freeride» da 4 a 7 chilometri. Lo skipass (il giornaliero costa 41 euro) è valido anche per la bike oppure, per chi non ce la fa a sciare la mattina e andare sulle due ruote il pomeriggio, c'è uno speciale pass (giornaliero 18 euro, mezza giornata 14 euro). Le piste di sci rimarranno aperte fino al 29 agosto, mentre la funivia per Plan Maison chiuderà il 5 settembre (www.cervinia.it).
Sul ghiacciaio, inoltre, c'è un attrezzatissimo snowpark con salti e rail per i tanti amanti della tavola. Tornati a valle, invece, è il golf che ha monopolizzato l'après-ski. Ai piedi del Cervino, infatti, è stato disegnato un campo recentemente ampliato a 18 buche, uno dei pochissimi così lunghi nelle località alpine. È il green più alto d'Italia: un'esperienza da provare dopo aver mangiato una deliziosa entrecote al Rifugio delle Guide, sulle piste, all'arrivo della funivia. Dalla finestrella della graziosa saletta di legno il campo da golf è una macchia verde lontanissima. Come la voglia di tornare in pianura.
*Vicedirettore di Sci