Sci, i maestri: niente crisi bene le prenotazioni

Prenotazioni in linea con l’anno scorso. Grazie alle nevicate di questi giorni si riprende anche il fondo dopo anni di crisi. Solo le lezioni di snowboard segnano il passo. De Gaudenz (Amsi): temiamo per la stagione 2010<br />

aLo sci non sembra conoscere crisi. La stagione invernale 2008-2009 è iniziata nel migliore dei modi, con neve su tutto l’arco alpino e i principali comprensori del Paese stanno già registrando il tutto esaurito nei periodi più affollati. Al riparo, almeno per ora, dalla tempesta finanziaria che ha investito il pianeta. Già è difficile, informano ad esempio dall’Alta Badia, trovare posto per Capodanno. E a quanto pare nemmeno da un osservatorio privilegiato come quello dei maestri di sci arrivano segnali sfavorevoli. “Sono tutti più che buoni, nessun calo delle prenotazioni delle lezioni”, assicura Dino De Gaudenz, presidente dell’Amsi, l’Associazione italiana maestri di sci, il cui logo è familiare ormai a quattro generazioni di italiani appassionati di sport invernali. Forse perché anche in questo settore c’è stato un tentativo di tenere a bada i prezzi. Oggi oscillano dai 60 ai 120 euro per l’intera settimana bianca. Le tariffe sono libere, dei collegi regionali consigliano un minimo e un massimo e per quest’anno non dovrebbero spuntare aumenti. Al massimo “piccoli adeguamenti”, assicura De Gaudenz. Anche perché se la stretta nei consumi non si è fatta sentire nella stagione appena iniziata, non è detto che anche la prossima andrà altrettanto bene. Anzi, spiega il rappresentante dei maestri, l’impressione degli operatori è che si farà sentire di più il prossimo anno. Intanto le località sciistiche mettono a punto strategie per evitare il peggio. E anche in località prestigiose e sicuramente non economiche spuntano le offerte delle aziende di promozione turistica. Settimane low cost in Val Badia, attrezzature a prezzi di saldo già a dicembre. A segnare il passo, ma non per ragioni legate alla crisi, sembra invece una disciplina che ha avuto la massima espansione tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio: lo snowboard. Le prenotazioni in questo caso “si sono un po’ fermate, con una leggera flessione. Le lezioni di snowboard rappresentavano il 12-15 per cento del totale e si sono fermate su questa quota, nonostante le previsioni fossero per un forte aumento proprio in questi anni”. Magari è una crisi passeggera, come quella dello sci di fondo che negli anni scorsi ha conosciuto una profonda crisi, ma quest’anno pare stia recuperando quote soprattutto tra i più giovani. Anche merito, spiega De Gaudenz, della neve caduta in anticipo in tutto il Paese anche a basse quote.