Sci italiano, con la neve arriva anche la bufera

Maria Rosa Quario

Non è stato un fulmine a ciel sereno. Le dimissioni di Gaetano Coppi da presidente della federazione sport invernali erano nell’aria, la situazione era delicata da mesi, le ultime riunioni del consiglio federale avevano aperto crepe insanabili con il collegio dei revisori dei conti, nessuno però immaginava che Coppi lasciasse proprio ora, nel pieno della stagione agonistica, addirittura alla vigilia della settimana italiana di coppa del mondo. Ma Coppi negli ultimi tempi era parso più triste e preoccupato del solito, le recenti critiche avevano minato la sua sicurezza e il suo ottimismo, e grande deve essere stata la sua soddisfazione, ieri mattina, quando, rassegnando al consiglio federale le sue irrevocabili dimissioni, ha annunciato l’accordo con due nuovi sponsor che porteranno nelle casse federali due milioni e 750 mila euro nei prossimi tre anni. «Ho sempre detto che la Fisi non si trovava in una crisi così drammatica, ma in un momento di difficoltà che sarebbe passato. Attendevo questi sponsor da tempo, ma ora che finalmente c’è la conferma del loro arrivo me ne vado io». Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha tentato di convincerlo a rimanere al suo posto, ma Coppi ha confermato la decisione presa. Il consiglio federale, riunito fino a tarda sera, ha diramato un comunicato in cui esprime rammarico ed auspica che Coppi ci ripensi. Il comando della situazione è stato assunto dal vice presidente vicario Dario Bazzoni. Il Coni a questo punto potrebbe anche decidere il commissariamento della federazione, in attesa di nuove elezioni che dovrebbero avvenire entro 90 giorni. Auspicabile, e probabile, una proroga, visto che ai primi di marzo l’attività agonistica degli sport invernali non sarà ancora terminata. Gaetano Coppi, 69 anni, toscano ma residente a Sassuolo, è stato eletto presidente della Fisi nel 2000, nel 2002 ha avuto la prima riconferma e la scorsa primavera è stato rieletto con oltre il 58% dei voti. Non era stata gradita, alla vigilia di queste elezioni, la sua richiesta di essere candidato unico, per questo all’ultimo momento si erano presentati due avversari, Gianantonio Arnoldi ed Elio Grigoletto, poi bocciati dalle urne. Gli anni della presidenza Coppi sono stati anche quelli della vigilia dei Giochi Olimpici di Torino, un onore ma anche un onere che lui non ha mai nascosto di non gradire, per gli ingenti investimenti che aveva sempre richiesto. L’Olimpiade ha catalizzato l’attenzione per anni, ha dato una mano per la raccolta di fondi e di sponsor, ma alla fine si è anche rivelata un boomerang, perché a fiaccola spenta è mancata la capacità di organizzarsi, inoltre è stato sempre sottovalutato il buco in bilancio (circa 3 milioni di euro) che potrebbe essere alla base delle dimissioni di Coppi.
Di questi sei anni saranno ricordati gli ottimi risultati agonistici, ma anche il cronico ritardo nei pagamenti dei tecnici, una vergogna sempre giustificata con i problemi economici.