Sci, nel gigante mondiale la Karbon resta di legno

L'azzurra sciupa l'opportunità iridata con una pessima prima manche. Nella seconda prova la rimonta dell'italiana che però si ferma al quarto posto per 13 centesimi

Val d'Isere - Tredici centesimi. E Denise Karbon resta di legno nel gigante mondiale della Val d'Isere. L'azzurra compromette le chances di medaglia nella prima frazione: ottava a oltre un secondo dalla Zettel, l'austriaca che era in testa. Ma nella seconda manche la Karbon mette insieme spezzoni del suo grande sci: pulito, preciso, redditizio. Ma non basta. Resta il quarto posto, a 67 centesimi dalla tedesca Kathrin Hoelzl che va a prendersi la medaglia d'oro, a soli 13 dalla finlandese Tanja Poutiainen che mette al collo il bronzo. Seconda e d'argento la slovena Tina Maze, lei sì protagonista di un recupero straordinario: era finita 15esima dopo la prima frazione. Rammarico doppio per l'Italia con Nicole Gius (che era sesta e in vantaggio all'intermedio) finita a pelle di leone sulla neve a metà della seconda discesa. Triplo se si considera che Manuela Moelgg, leader azzurra della specialità questa stagione, è finita fuori già in mattinata dopo poche porte. 

Delusione Austria La Hoelzl, 24 anni, si è imposta a sorpresa grazie a una bella rimonta, dalla quarta posizione di metà gara alla prima finale. Ha fallito il bis, invece, Kathrin Zettel: l’austriaca, vincitrice dell’oro in supercombinata, ha gettato al vento la leadership ottenuta a metà gara con una seconda manche da dimenticare, che l’ha vista chiudere in sesta posizione. La Hoelzl riporta così la Germania sul gradino più alto del podio in un gigante femminile iridato 31 anni dopo il successo di Maria Epple ai Mondiali del 1978 a Garmisch-Partenkirchen. "Non posso crederci" è il primo commento della Hoelzl. "Ho provato a dare tutto e ad attaccare. La Maze ha sciato molto bene e quando mi sono resa conto di averla battuta per 9 centesimi ho capito che poteva bastare per il podio. Ma mai avrei creduto che sarebbe bastato per vincere".

Delusione Karbon Qualche lacrima Denise Karbon se la lascia scappare solo tra le braccia consolatorie della mamma, quando i giornalisti sembrano lontani. Denise, che pareva alla vigilia avere una medaglia in tasca, si è bruciata invece tutte le chance già nella prima manche. "La gara l’ho persa lì. Nevicava forte e la visibilità era scarsa. Se non vedo bene - racconta Denise - scendo con il freno tirato a metà. È un fatto inconscio, mi succede così sempre. Non c’è niente da fare". Probabilmente non era solo questione di visibilità. Dopo le nevicate abbondanti delle ultime ore, la pista Bellevarde non era più il tracciato micidiale per il suo fondo ghiacciato. Era rimasta una pista difficile soprattutto per la sua continua forte pendenza, ma il fondo si era ammorbidito in più parti. Insomma, il contrario di quello che piace alle italiane che amano i fondi duri e su questi si sono soprattutto allenate.