Lo sci riparte cercando la neve e gli azzurri

Lo sci riparte, tutto è pronto per quello che molti considerano il vero inizio della stagione, all'appello manca solo la neve. E' come se al suono della campanella il primo giorno di scuola mancassero i professori. Sulle montagne europee, culla degli sport invernali, la preoccupazione vaga da est a ovest, da nord a sud: vengono annullate o rinviate gare di ogni genere, dal fondo allo snowboard, per non parlare dello sci alpino. Neve, dove sei? E il freddo? Nemmeno i cannoni possono entrare in funzione e produrre quella artificiale. A mille metri di quota, in Val d'Aosta, raccolgo ancora l'insalata nell'orto. Le montagne che vedo dalla finestra, la più bella e alta si chiama Monte Bianco, hanno ancora un aspetto estivo, con una leggerissima coltre di neve solo dai 2000 in su. Per fortuna la coppa del mondo riprende in America dove invece la neve c'è, il problema però è solo rinviato e già si parla di far restare gli atleti in Colorado per le gare del 10 e 11 previste in Val d'Isère, dove al momento le piste di gara sono prati coperti da mucchietti di neve sparata: una desolazione.
Ma voliamo in là, oltreoceano, in Canada e in Colorado, dove oggi si disputeranno la prima discesa maschile e il secondo gigante femminile della coppa del mondo 2011-12, iniziata a fine ottobre sul ghiacciaio di Sölden con una doppietta Usa (Ted Ligety nel gigante maschile, Lindsey Vonn in quello femminile) e nessun azzurro fra i primi 15. Inutile dire che si attende un pronto riscatto: possibile, probabile, necessario… ma per nulla scontato, perché nello sci nulla è scontato, mai.
A Lake Louise, dove oggi e domani entreranno in azione gli uomini jet, la pista è insolitamente morbida e facile, pessima notizia per l'atleta più atteso, Christof Innerhofer, l'eroe dei Mondiali di Garmisch cui nell'ultimo mese non ne è andata bene una. Dopo la caduta in allenamento su un ghiacciaio austriaco e il trauma cranico ben superato, Inner è volato in Canada coi compagni, ma sciando in superG si è infortunato ad un braccio. Nulla di rotto e avanti, a testa bassa, con fiducia e tanto dolore da sopportare. Nella prima prova della discesa, per evitare di impattare contro un palo col braccio ferito, Christof ha sbagliato traiettoria e ha rischiato di cadere ancora, finendo staccato dai primi di oltre dieci secondi, ultimo. No buono per il morale, già minato dalla neve molle, non certo la sua preferita.
Molto più pimpante è Peter Fill, sereno e sorridente come da tempo non si ricordava, anche perché questa pista gli regala ricordi dolcissimi, nel 2008 infatti ci vinse la sua prima e finora unica gara di coppa del mondo. E' su di lui che punteremmo qualche spicciolo, ma, perché no, anche su Werner Heel, apparso ritrovato e soprattutto motivato dopo una stagione di crisi. Gli avversari però sono tosti, da Cuche a Miller, da Svindal a Guay, a tutti gli austriaci e ai francesi. Sarà una lotta di uomini e di materiali, fondamentali in ogni tratto della pista canadese, ma soprattutto nel lungo finale pianeggiante.
Di piano ce n'è ben poco, invece, sulla pista del gigante femminile di Aspen, da molte considerato il più difficile del circuito rosa, che vedrà Brignone e Karbon fra le favorite. Dopo l'occasione gettata a Sölden, dove ha chiuso al comando la prima manche prima di finire a pelle di leone sulla neve nella seconda, Federica ci riprova: la forma forse non è quella di un mese fa, ma la voglia di vincere è la stessa. Denise è invece indebolita da un'influenza intestinale, ma in gara darà tutto come sempre: lei con questo gigante ha conti in sospeso che vuole saldare al più presto, perché non oggi?