Una scia di sangue rossa e nera

L’episodio più recente risale al 1° maggio scorso, quando un ragazzo, Nicola Tommasoli, viene ucciso a Verona da cinque giovani neonazisti. Uno dei casi più lontani nel tempo è invece del febbraio 1945, quando a Porzûs (Udine) alcuni componenti della Brigata Osoppo, formazione di orientamento cattolico e laico-socialista, fu trucidata da partigiani della Brigata Garibaldi di orientamento comunista. Fra questi due estremi temporali ma nella stessa area geografica, ossia il Triveneto, i giornalisti Giovanni Fasanella e Monica Zornetta nel saggio «Terrore a nordest» (Rizzoli, pagg. 250, euro 10) collocano la nascita e lo sviluppo del terrorismo italiano, di destra e di sinistra. È una storia complessa, che va dallo scontro tra partigiani bianchi e rossi all’orrore delle foibe, da Ordine Nuovo alle Br e Autonomia operaia, fino naziskin.