«Uno sciacallaggio indecoroso»

«È uno sciacallaggio indecoroso». Non usa mezze parole Ugo Garbarini, presidente dell’ordine provinciale dei medici per condannare il fenomeno della ricerca dei clienti di fronte agli ospedali. «La caccia temeraria alla causa - denuncia - mette in moto un tritacarne infinito. È imbarazzante vedere come tanti pazienti, fomentati dai consulenti legali, si imbarchino in cause assurde. Si attaccano a tutto e pensano sempre che ci sia un errore medico anche quando non è così».
L’ordine dei medici punta il dito contro una deontologia professionale che fa acqua: «Ovviamente mi fa pena la parte lesa, il paziente a cui va storto qualcosa - aggiunge Garbarini - ma è altrettanto penoso vedere dei professionisti che si attaccano a questi escamotage». Spesso i pazienti, indifesi, smarriti, si fanno illudere facilmente e avviano cause contro i medici che durano anni, spesso senza portare a niente.
«Potremmo stilare una sorta di martirologio medico - scrive Garbarini nel suo editoriale sul sito della categoria - che comprenda i nomi di quei colleghi ingiustamente accusati e che finiscono la loro vita professionale in un turbinio di accuse, di ignominie che, in un battibaleno, li insozzano, relegandoli alla vergogna, rendendoli protagonisti mediatici di storie di malasanità. Salvo poi venire a sapere, dopo anni, che vengono prosciolti». Il presidente dei camici bianchi ricorda il caso di un collega, un primario che, dopo sette anni di sofferenze legali, «perso il posto di lavoro e distrutta la vita professionale, annunciava che la Cassazione lo aveva prosciolto da ogni imputazione». E poi cita un’altra storia, quella di un chirurgo che si era fatto pure qualche mese di carcere per poi essere dichiarato innocente. «Lo rividi - racconta - dopo il carcere e i domiciliari, in attesa di processo, dopo il massacro mediatico, sguardo disperato, sentimenti di rabbia e di vergogna. Voleva un certificato di good standing per espatriare. Richiesta che non potè essere ovviamente esaudita. Il rifiuto accentuò la sua sensazione di essere ancor più solo non essendo sostenuto, come immotivatamente pensava, neppure dal proprio Ordine. Poi ho letto su un quotidiano che è stato prosciolto da tutte le accuse».