Sciamani e risate curano la Valcamonica

La rassegna itinerante fino al 25 settembre. Ospiti Van de Sfroos, Silvestri, Riondino e Vergassola

Andrea Indini

Un’estate per valorizzare la cultura e le tradizioni della Valcamonica. Per il terzo anno consecutivo la provincia di Brescia ospita il festival della canzone umoristica d’autore, Dallo sciamano allo showman, giocato come sempre sui due versanti dello sciamanesimo, ispirato dalle millenarie incisioni rupestri della zona, e della canzone brillante.
Voluta e organizzata dal Centro culturale teatro camuno, guidato da Nini Giacomelli e diretto da Sergio Bardotti, la rassegna, che si arricchisce di quattro mostre e un convegno, partirà sabato prossimo e si concluderà il 24 settembre a Darfo Boario, dopo varie dislocazioni durante l’estate a Borno, a Breno e soprattutto a Pontedilegno, dove un’intera settimana di attività costituirà in agosto il cuore centrale della stagione. «Nonostante si tratti di un’esperienza giovane - spiega Massimo Gelmini, vicepresidente della provincia di Brescia - questo festival cresce in una prospettiva di valorizzazione del territorio attraverso la cultura e la produzione enogastronomica locale, creando una forte sinergia con il turismo». Davide Van de Sfroos, David Riondino, Bruno Lauzi e Daniele Silvestri saranno solo alcuni degli «sciamani» che animeranno con gag e canzoni le notti camune di quest’estate. «È l’amore per queste valli che ha fatto crescere questo festival - spiega Bardotti -: in tre anni siamo riusciti ad attrarre sempre un numero maggiore di grandi artisti».
I momenti clou dell’evento si avranno nelle prime due settimane di agosto, quando il festival sbarcherà a Pontedilegno. Lì sono attesi Dario Vergassola, Davide Van de Sfroos, il Parto delle nuvole pesanti, Giorgio Conte e molti altri ancora. Ogni pomeriggio, prima degli spettacoli, si terranno presentazioni di libri sul fenomeno degli shomani, neologismo coniato dagli autori del festival. «Bisogna capire che il cantautore - spiega Enrico de Angelis, responsabile artistico del Club Tenco Sanremo, che patrocina l’evento - non è solo triste e sfigato, che canta con la chitarra i suoi problemi intimi. Cantautore è anche l’interprete, brillante e gioviale, che sa divertire».
Ridere sarà la parola d’ordine. Ma, sotto sotto, anche la speranza che questa terapia del buon umore risollevi un’area afflitta dalla stagnazione economica. «Prima è arrivata la crisi del tondino - spiega Giacomelli - poi quella del tessile. Con questo festival vogliamo anche dare un aiuto al territorio, puntando sulla risorsa del turismo».
Sarà, quindi, una kermesse che cerca legami con le terre che lo ospitano, a partire dalla promozione dei prodotti tipici, ma che saprà anche offrire al pubblico momenti di riflessione sul mondo dello spettacolo. Dal caustico Ezio Vendrame al giovanissimo Simone Cristicchi saranno numerosi gli interventi su questo argomento.