Sciare ai piedi dell'Eiger sulle piste di James Bond

Fidatevi di James Bond e di Clint Eastwood. Le loro prodezze cinematografiche nell'Oberland bernese potrebbero essere non meno avventurose delle vostra vacanze al cospetto delle tre piramidi che il mondo invidia alla Svizzera: Eiger, Monch e Jungfrau. La prima deve il suo mito alla parete nord che ha inghiottito in meno di 80 anni oltre 60 alpinisti e ispirato libri e pellicole leggendarie. La seconda, il Monch, è un «quattromila» prêt à porter, grazie all'ardita stazione del trenino «Top of Europe», a quota 3454 metri, costruita sulla sella della Jungfraujoch (www.jungfrau.ch), la «giovane signora», ultima vetta di questo terzetto di meraviglie. Sotto, da un lato lo sguardo spazia sul ghiacciaio dell'Aletsch, il più vasto d'Europa. Dall'altra sbircia sul «quadrilatero» dello sci: Wengen, Grindelwald, Muerren e Lauternbrunnen.
A sud di Interlaken, meno di tre ore da Milano, ecco le capitali in miniatura degli sport invernali dove si arriva (quasi) solo in treno, ci si muove a piedi o in slitta, continuando a scrivere una delle più antiche storie di montagna. L'Unesco protegge da tempo questi luoghi dove si snodano 200 km di piste da discesa, 30 km per il fondo e altrettanti per le ciaspole. Perché qui tutto ebbe inizio prima che altrove.
Prendi la passione tutta elvetica per i trenini: già 120 anni fa fra Wengen e Grindelwald si prese a sognare di portare la cremagliera elettrica in cima alla Jungfrau. Occorsero 20 anni di lavoro, costato la vita anche a 30 italiani, per scavare le viscere dell'Eiger, fino alla stazione che oggi, fra ristoranti, grotta di ghiaccio e un osservatorio, ci gustiamo noi. Ha appena compiuto 100 anni anche il primo skilift, impiantato a Muerren nel 1912. Qui Arnold Lunn «inventò» le prime gare di sci a cavallo fra le due guerre che intanto portarono lassù varie ondate di prigionieri al confino. Fra di loro, negli anni '40 arrivò anche Zeno Colò: il fulmine dell'Abetone studiò i luoghi per ritornarvi da uomo libero a vincere le sue prime gare sul Lauberhorn, la mitica libera di Wengen, in calendario da allora ogni gennaio. I campioni di oggi impiegano 2 minuti e mezzo per coprire i 4.5 km della discesa più lunga e completa del Circo bianco, fra curvoni, salti fra le rocce ed anche un sottopassaggio del treno, che acceca gli atleti lanciati a 130 km orari.
Smessi i panni dei grandissimi, la pista è adatta a tutti ed è l'ombelico di un comprensorio che da Kleine Scheiddeg o Maennlichen permette di scegliere le rosse che scivolano verso Grindelwald o di optare, sci ai piedi, grazie a biglietti integrati treno e skipass, per Muerren, sull'altro versante. Lassù, ai piedi dello Schiltorn e del Piz Gloria, quota 2.971, nel 1968 arrivò anche l'agente 007 «Al servizio segreto di sua maestà». Fu grazie alle riprese del film che il ristorante girevole - la clinica di Bond nella pellicola - fu completato. Questi pendii una volta all'anno si trasformano in «Inferno», gara internazionale (www.inferno-muerren.ch) di 16 km da percorrere «a uovo», finché «ce n'è». I più veloci impiegano meno di un quarto d'ora per arrivare a Lauterbrunnen, ma è un peccato perdersi lo spettacolo della cuspide nera dell'Eiger. Lassù Clint Eastwood, nella spy story «Assassinio sull'Eiger», rischia grosso, arrampicando sulla terribile «Nord»: il film si ispira, per le gesta alpinistiche, alle ben più tragiche vicende del 1936 di Toni Kurz o del 1957 di Stefano Longhi, morti per sfinimento dopo sfibranti tentativi di salvataggio.
Oggi questi paesi, baciati dal mito e dalla storia dell'alpinismo sono un riparo sicuro via dalla pazza folla. Qui solo chalet, strade innevate percorse da golf car con ruote chiodate per i rari momenti senza sci. Bimbi dalle gote colorite giocano ad hockey mentre la movida indugia nei dehor riscaldati dei pub, brulicanti di allegria. E lo spettacolo continua a Lauterbrunnen che non è solo «il parcheggio» di chi prosegue in treno verso l'alto. Il fondovalle è punteggiato di 72 cascate, dal canyon della Truemmelbach, alla Staubbach che ispirò a Goethe, con il suo salto di 297 metri, la «Canzone degli spiriti sull'acqua». Da marzo a fine stagione poi in questa fetta dell'Oberland, lo spettacolo dimezza il prezzo grazie all'offerta «Due per uno» valida su soggiorni e skipass superiori ai due giorni. Uno paga, ma si sogna in due. www.jungfrauregion.ch. Info sul Paese: www.svizzera.it.