Sciarelli-Woodcock, neppure i giudici si negano il gossip

Nella carte delle inchieste di Salerno i sospetti dei pm di Potenza su un’amicizia fin troppo stretta. "Nei programmi di lei troppe strane coincidenze" E dietro spunta pure De Magistris

nostro inviato a Salerno

Girano da querela a querela, spuntano da Salerno a Catanzaro, escono dove meno te l’aspetti. Le carte giudiziarie che trattano dell’amicizia fra la bella giornalista di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli e il pm di Vallettopoli, Henry John Woodcock, fanno ormai da contorno ai veleni che hanno visto più magistrati di più procure indagare e denunciarsi a vicenda. La frequentazione fra la cronista e il sostituto potentino - resa nota dalle foto della coppia mentre fa jogging, pubblicate a maggio 2007 dal settimanale Chi - è divenuta oggetto di «attenzioni» investigative per il sospetto che dietro ad alcuni servizi della trasmissione di Raitre vi potesse essere proprio il pm anglonapoletano, e perché no, anche il collega calabrese Luigi De Magistris.
Tra i primi a sollevare la doppia «incompatibilità amicale» è stata Felicia Genovese, pm di Potenza, nemica giurata di Woodcock, già indagata dal pm De Magistris nell’inchiesta Toghe Lucane insieme al procuratore capo Vincenzo Tufano, all’aggiunto Gaetano Bonomi, al capo della squadra mobile, Luisa Fasano. «Nella relazione del 14 maggio 2007 - osservano i pm di Salerno che indagarono su De Magistris - la Genovese segnalava l’esistenza di rapporti di natura personale tra De Magistris, delegato alle indagini e i pm Woodcock e Montemurro che avevano reso dichiarazioni accusatorie contro di lei». La Genovese puntava così l’indice sulla Sciarelli che in tv cavalcava la riapertura delle indagini sul tale Erica Clap avviata da De Magistris: «Il 12.5.2007 s’è tenuto l’incontro Elisa Claps, ritessiamo la tela (...) a cui ha partecipato la giornalista Federica Sciarelli, notoriamente amica di vecchia data del dottor Woodcock, per quanto da lui stesso riferito e riportato dal alcuni rotocalchi. Nelle trasmissioni condotte dalla Sciarelli, una delle quali stranamente coincidente con un articolo del Corriere della Sera (...) che anticipava l'indagine di De Magistris sfociata nelle perquisizioni del giorno successivo, si ritrova il riferimento al pm come magistrato catanzarese che si occupa di note vicende di cronaca verificatesi in Basilicata... ».
Il pm Woodcock, preso a verbale, precisa d’aver avuto solo contatti investigativi con De Magistris e di aver poi sollecitato il procuratore affinché lo sollevasse dall’indagine sul marito della Genovese ancor prima che l’avvocato di costui gli chiedesse di astenersi per i rapporti personali con De Magistris e con la Sciarelli. «Le ragioni della scelta - racconta Woodcock - erano riconducibili ai miei rapporti di amicizia con Federica Sciarelli e al contenuto di una conversazione telefonica intercettata sull’utenza del Cannizzaro (marito della Genovese, ndr) intercorsa tra la Genovese e il procuratore generale Tufano dove venivano usate espressioni particolarmente volgari sulla giornalista e sul nostro rapporto di amicizia». Woodcock denuncia poi «altri emblematici tentativi di indebita strumentalizzazione del suo rapporto personale» con la Sciarelli «riconducibili al medesimo gruppo di soggetti indagati da De Magistris» nel procedimento Toghe Lucane. In particolare il pm evidenzia sia «l’indebita pubblicazione» di alcune foto che lo ritraevano con la bionda giornalista durante una corsa all’aperto, sia la conoscenza anticipata di questa prossima pubblicazione da parte del capo della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano (che Woodcock teneva sotto intercettazione). «Mai - dice Woodcock - nel corso della mia frequentazione con la giornalista Sciarelli, ho rivelato notizie sulle mie indagini (...). Inquadro l’episodio della pubblicazione delle foto nell’ambito di una più ampia strategia delegittimatoria della mia immagine professionale». A riprova di ciò, insiste Woodcock, proprio dopo lo scoop di Chi, il procuratore Tufano chiede al Csm, con nota riservata, l’apertura di una pratica a tutela, ricollegando l’asserita aggressione mediatica al rapporto «venuto recentemente in rilievo tra un appartenente all’ordine giudiziario e un esponente dei mass media».
Così, oggetto d’interesse diventa anche la telefonata fra la poliziotta Fasano e il magistrato Bonomi, che le dice: «Sul Giornale c’è una foto del tuo sostituto, Woodcock... ». Fasano: «Sì... ». B: «Dietro la Sciarelli (...) domani pubblicate su Chi». F: «Ah... perché queste so’ quelle che diceva ieri Corona (...) che carini, tubano tubano... ». F: «Il fatto è che, se questo dimostrasse... quanto... in questo tubare escono poi, questi, certi programmi diffamanti...». B: «Le notizie... certo... ». F: «L'ultimo Chi l'ha visto? è stato delirante... ». B: «Schifoso... ». F: «... e certe cose, quella non è che le sa così, insomma... ».
Nel mentre ulteriori dichiarazioni di Woodcock finiscono agli atti del procedimento (compresa la sua intervista a Di più dove spiega che la Sciarelli «è una ragazza dalle grandi qualità, è brillante, ed è persona con cui è piacevole parlare, ha vivacità e intelligenza uniche e che pur sapendo bene le voci che girano, il fatto che ci vediamo non significa per forza che nel nostro rapporto ci sia qualcosa di particolare») la Sciarelli viene interrogata il 30 ottobre 2007. Dice che i rapporti col pm sono «personali di frequentazione» e ribadisce che «mai si è verificato da quando abbiamo iniziato a frequentarci, che il dottor Woodcock mi abbia riferito dell’oggetto delle sue indagini». La Sciarelli precisa poi che «i casi di cui la trasmissione da me condotta si è occupata (Elisa Claps e fidanzatini di Policoro) sono due casi di cui il dottor Woodcock non si è mai occupato». Quanto, infine, alle foto pubblicate sul settimanale Chi, la Sciarelli riferisce d’aver saputo da due fotografi «che vennero pagate 140mila euro», quarantamila in più rispetto a quanto sborsato dal settimanale Oggi per chiudere in un cassetto le foto del portavoce di Romano Prodi con un trans. «Quelle foto - prosegue la Sciarelli - intanto ritraggono me e il dottor Woodcock in momenti diversi. Inoltre, nell’articolo si rivelano dei dati inquietanti poiché si fa riferimento al fatto che il dottor Woodcock avrebbe prenotato un albergo nei pressi della mia abitazione di Roma (circostanza falsa e, probabilmente, desunta dal fatto che il dottor Woodcock, in una occasione, mentre aspettavo mio figlio scendere da casa di un amichetto, era andato a telefonare in un albergo di fronte) e poi che il magistrato sarebbe stato seguito dai paparazzi (...). Dalle pubblicazioni ritengo di aver subito un pregiudizio in relazione alla mia attività giornalistica che mi porta talvolta ad avere contatti con fonti riservate che, dopo quest’episodio, temono di essere monitorate».
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it