Scienza e tecnica, riapre il museo in versione Expo

Torna il pubblico dopo tre mesi di ristrutturazione. Nuovo impianto di
climatizzazione e tante sezioni inedite, ma i lavori continueranno fino
al 2009

Non ha chiuso per ferie ma per i lavori di ristrutturazione. Dopo tre mesi, ieri ha riaperto al pubblico il Museo di scienza e tecnologia, con un impianto di climatizzazione caldo-freddo in tutto l’edificio e nuove sezioni che verranno inaugurate nei prossimi mesi. La prima, dedicata alle Telecomunicazioni - telegrafo, televisione e telefonia - aprirà il 24 settembre, il 30 ottobre toccherà alla nuova «Area petrolio». Nel museo più visitato di Milano e della Lombardia - 400mila ingressi l’anno - ricominciano dunque le visite ma non si fermano i lavori: ci saranno alcune limitate zone di cantiere che comporteranno qualche disagio, ammette il direttore Fiorenzo Galli, ma si tratta di creare ad esempio il Dipartimento scienze per l’infanzia e una nuova area dedicata ai bambini, di realizzare in via Olona un altro ingresso, aree espositive e un bookshop e, ancora, di climatizzare il Padiglione Aeronavale e riqualificare l’area delle ex Cavallerizze. Il Museo, che il sindaco Letizia Moratti ha definito ieri «un fiore all’occhiello della città e del Paese» vuole arrivare al massimo all’appuntamento di giugno 2009 - quando ospiterà la conferenza annuale di Ecsite, che raccoglie gli operatori di 400 musei da tutto il mondo ed è previsto l’arrivo di 1.200 professionisti - ma anche all’Expo 2015.
Tempo di festeggiare dunque ieri: sia con l’inaugurazione dell’installazione che «riapre» il museo, quella dell’artista francese Patrick Mimran dal titolo «Billboard project talking about science and technology», sia lanciando il primo «weekend della creatività», già il prossimo sabato e domenica. Ma tempo anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, e il presidente del Museo Michele Perini lo fa dal palco, accanto al sindaco Moratti e al governatore della Regione Roberto Formigoni, attacca la Provincia e il suo presidente Filippo Penati: «La Provincia è scortesemente latitante. Mentre gli altri soggetti, compresa la Camera di commercio che è entrata per ultima, danno ogni giorno disponibilità economica e volontà di creare progetti, ho chiesto io stesso più volte a Penati di vedere insieme a lui se ci sono progetti che può sostenere ma la risposta è sempre: non abbiamo soldi». Siccome, prosegue, «vedo che in giro di soldi la Provincia ne spende parecchi, evidentemente il Museo della scienza e della tecnica di cui è socio fondatore non interessa, quindi mi auguro che abbia la volontà di uscire dalla Fondazione». Formigoni sottolinea invece che la Regione «è e continuerà ad essere straordinariamente vicina al museo, anche con sforzi economici notevoli, ed è importante la crescente disponibilità dei privati a partecipare ai finanziamenti. Sarebbe bene che lo Stato li aiutasse ad esempio con la defiscalizzazione delle donazioni». Anche per il Comune, assicura la Moratti, «è un dovere sostenere questa realtà partecipando ai lavori che finora si sono sviluppati in tre fasi con un impegno da parte nostra di 7,5 milioni».