Scienza, fantascienza e una notte da brivido

Un concorso internazionale per cortometraggi, l’anteprima italiana del film «La hora Fria» dello spagnolo Elio Quiroga, un documentario sulla guerra fredda «I pirati dello spazio» sono le chicche della terza edizione della rassegna cinematografica «X Science: cinema tra scienza e fantascienza», dal 13 al 15 marzo al cinema Instabile. Organizzato dalla Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Genova e dal Genova Film Festival col contributo della Regione Liguria e la partecipazione del Festival della scienza, la rassegna prevede anche una notte non stop e da brivido, sabato sera, in collaborazione col Goethe-Institut e col patrocinio del Comune di Genova, con pellicole come «Nosferatu il vampiro» o «Il Golem».
Per la prima volta la rassegna ospita un concorso internazionale di corti: «Si tratta di cortometraggi su argomenti scientifici o fantascientifici - ha spiegato Antonella Sica direttore artistico del Genova Film Festival con Cristiano Palozzi - abbiamo ricevuto 150 opere da tutta Europa, un successo visto che il concorso è monotematico». 24 opere selezionate e provenienti da sette nazioni (c’è anche un ligure) si contenderanno il premio finale di 1500 euro e quello del pubblico. La giuria sarà composta dalla critica Sasha Carnevali, il matematico Teo Mora, l’attore Julio Perillan, il regista Giovanni Robbiano e il fisico Piotr Swiateck.
Ultima sorpresa, il documentario «I pirati dello spazio» di Enrico Cerasuolo, Alessandro Bernard e Paolo Ceretto che racconta le avventure di due hacker ante litteram, i fratelli Judica Cordiglia che negli anni Cinquanta da Torino captarono le voci dallo spazio di astronauti americani e russi impegnati in missioni segrete. Alla presentazione è intervenuto anche il preside della facoltà di scienze Maurizio Martelli che ha ricordato come «attività di questo tipo contribuiscono all’incremento degli iscritti alla nostra facoltà, come avvenuto negli ultimi anni». L’ingresso alla rassegna è libero. Per informazioni c’è anche un sito www.xscience.it.