La scienza per l'eterna giovinezza: la pillola-elisir si vende in farmacia

La pastiglia promette di combattere le malattie principali dell'invecchiamento. I primi test già fra due anni. Ma l'ossessione per l'immortalità resterà

Adesso non possiamo neppure più invecchiare in pace. Ci si è messa per prima la chirurgia estetica a promettere altre pance, altri sederi, altre facce da quelle che gli anni ci propinano. Però dalle lusinghe del bisturi, usate dal chirurgo come la bacchetta magica che promette di restituire proporzioni adeguate alle simmetrie classiche e pelli vellutate, ci si riesce ancora a difendere. Ci teniamo lontano proprio perché un sano timore ci fa capire che il bisturi non è proprio una bacchetta magica con quel suo tagliare indiscriminatamente e rincollare pezzi di plastica un po’ dappertutto. E poi basta guardare alla televisione le facce disastrose di vip per nutrire qualche sospetto sui miracoli della chirurgia estetica.
Ma come si fa a rifiutare una pillola che si butta giù con un sorso d’acqua? La pillola magica è già in via di sperimentazione (sui topi) e si prevede che nel 2012 sarà pronta per i primi test, non solo per migliorare la longevità del topo, ma anche la nostra. Aumenterà il ciclo di vita delle cellule, modificherà (in meglio) il metabolismo, controllerà il grado di colesterolo. La pillola viene presentata come un toccasana per la salute generale, ma non è questa la sua funzione: chiunque senza avere approfondite cognizioni in materia, sa che il medico se trova il colesterolo alto e il metabolismo sballato prescrive delle medicine ormai in commercio da vecchia data.
La pillola in questione non si limita a curare i soliti disturbi che aumentano con l’età, promette di essere, in realtà, quell’elisir di lunga vita che il genere umano cerca da quando ha messo piede su questa terra. Ovviamente senza mai trovarlo, o meglio, senza mai accontentarsi di essere quello che è.
Le più elementari statistiche ci dicono che gli anni di vita sono progressivamente aumentati con il trascorrere del tempo, semplicemente perché si sta meglio, si mangia bene, si ha qualche comodità in più e qualche bravo medico sa come intervenire quando la salute traballa.
Ma il professor Nir Barzilai dell’Albert Einstein College of Medicine di New York non è un medico della mutua che si accontenta di prescrivere dei farmaci senza neppure guardarci in faccia. In una conferenza alla Royal society di Londra, come dire il tempio della cultura e della sua comunicazione, ha spiegato di aver scoperto la pillola della longevità capace di combattere in una volta sola tutte le malattie dell’invecchiamento per far vivere sani più a lungo. Testualmente, il professore ha dichiarato a chiare lettere che «la specie umana è fatta per vivere oltre cento anni».
C’è un unico vero problema: chi pagherà le pensioni. Sembra infatti che i ministri economici, dopo aver risolto la crisi della Grecia, abbiano preso in disparte il professor Barzilai per chiedergli di prolungare la sperimentazione della sua pillola, facendogli capire che per adesso ci si può accontentare del tempo che ci è già dato da vivere. Ma Barzilai è stato irremovibile, con l’immediata conseguenza di far scendere sul piede di guerra i sindacati, pronti a resistere contro qualsiasi riforma delle pensioni.
È ovvio che la ricerca scientifica non si arresti di fronte a contingenti quisquilie socio-economiche. L’elisir di lunga vita è a portata di mano, pronto a trasformare in realtà un mito millenario che ha affascinato e lusingato il genere umano. Ma la pillola del professor Barzilai curerà il colesterolo ed altro, tuttavia non farà tornare i conti della vita come lui vorrebbe: il mito resterà mito per la tranquillità dei sindacati e dei ministri economici. Perché, se proprio vogliamo capire cosa dice, quel mito racconta il sogno di una lunga vita che però... non ha mai fine. È il mito dell’immortalità o, se si vuole, dell’eterna giovinezza: una vita, insomma, senza tempo e senza vecchiaia. Se mai fosse, bisognerebbe dire al professor Barzilai che noi vorremmo una pillola contro la morte: è la morte la vera seccatura; dalla vecchiaia ci possiamo già difendere discretamente se non abbiamo troppe pretese.