Scienza/2 Alla Tosse in scena il sogno del viaggiatore jazz

Ancora un volta Boris Vian vicino alla Tosse per iniziare la stagione giovedì 28 ottobre con uno spettacolo che invita a guardare lontano come indica il titolo della nuova edizione del Festival della Scienza, Orizzonti, col quale parte in tandem. Vian ha sempre guardato lontano, dice Emanuele Conte, spingendosi nell'esplorazione della musica come della poesia e narrativa, è stato lui a portare il jazz americano a Parigi, come è stato lui a portare gli scritti di Chandler sconvolgendo la vecchia Europa. Il suo guardare oltre per scoprire gli orizzonti del nostro inconscio è quello che ha intrigato il regista e direttore della Tosse che ha scelto di mettere in scena «Il viaggiatore onirico», tratto da Autunno a Pechino. Uno spettacolo che si basa su un testo complicato in cui la vicenda si ramifica senza mai venirne a capo, che ragiona sulle dimensioni del sogno e del viaggio dietro ad uno stravagante progetto della realizzazione di una ferrovia nel deserto. Un'impresa inutile in cui è difficile capire se i personaggi all'interno siano positivi o negativi, in cui ognuno di loro trova armonia muovendosi al ritmo delle note jazz ideate apposta da Dado Moroni. Emanuele Conte e il suo primo attore Enrico Campanati non hanno difficoltà nell'ammettere che la costruzione dello spettacolo non è stato un lavoro facile. «All'interno dei personaggi c'è una cattiveria a cui è difficile una plausibilità recitativa - spiega Campanati -. Abbiamo avuto grande libertà creativa perché non c'era un'idea precostituita, ma la grande difficoltà è stata nel trovare colori veri nell'interpretazione». Un’avventura grottesca che si dipana su centinaia di tavole animate dai personaggi creati da Gregorio Giannotta che interagiscono con gli attori, trasformando il teatro in un luogo sospeso tra due dimensioni catapultando lo spettatore in una realtà bidimensionale in bianco e nero. «Vedendo lo spettacolo bisogna lasciarsi andare - continua Conte - come ho fatto io nella sua costruzione, perché, concludendo con la battuta che lo chiude: si può guardare l'impossibile per avere nuove prospettive». I bizzarri protagonisti di questa storia saranno oltre a Campanati, Pietro Fabbri, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Nicholas Brandon e Alessandro Bergallo. Lo spettacolo rimarrà alla Sala Trionfo fino a sabato 6 novembre. Il ricavato netto della prima sarà devoluto ad «Ancora Donna», un ambizioso progetto di Lilt, la Lega per la lotta contro i tumori, dedicato alle donne in chemioterapia.