Scilipoti, Calearo e Cesario verso l'astensione Razzi lascia l'Idv e va a Noi Sud: sì alla fiducia

Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario hanno dato
vita al <em>Movimento di responsabilità nazionale</em>. Sono insieme, ma per ora sul voto di
fiducia di settimana prossima alla Camera hanno tre posizioni diverse. Ma Calearo: &quot;Per il 14
cercheremo di avere una posizione unica&quot;. E un dipietrista lascia l'Idv e passa a Noi Sud di Innaccone

Roma - Sono insieme, ma per ora sul voto di fiducia di settimana prossima alla Camera hanno tre posizioni diverse, l'ex deputato Api Massimo Calearo, l’ex democratico Bruno Cesario e l’ex dipietrista Bruno Cesario hanno dato vita al Movimento di responsabilità nazionale, ma si augurano che la vicenda del governo venga risolta prima del voto del 14. Sono orientati verso l'astensione.

Razzi dall'Idv a Noi Sud Passa dall’Italia dei valori a Noi Sud, gruppo parlamentare che fa parte della maggioranza, il deputato eletto all’estero, Antonio Razzi. Il passaggio è stato ufficializzato nel corso di una conferenza stampa in cui Razzi ha chiarito: "La separazione è indispensabile. Dopo 16 anni nell’Idv è venuto meno il rapporto di fiducia, c’era un mio stato di sofferenza atavica nel partito. Voglio tornare in autonomia a essere utile alla gente che rappresento". Razzi ha poi negato la sussistenza di quella che ha definito "la storiella del mutuo", che secondo alcuni critici era stata all’origine dei contatti per favorire un suo passaggio sulle sponde della maggioranza.

Divisi nel voto di fiducia Calearo sintetizza la posizione assunta dal neonato movimento nella votazione di settimana prossima. "A oggi io mi asterrò, Scilipoti potrebbe votare la sfiducia e Cesario la fiducia - spiega Calearo - per il 14 cercheremo di avere una posizione unica, uguale per tutti, ma intanto speriamo che non si arrivi al 14...". Tutti e tre si sono presentati in sala stampa con una cravatta blu con il simbolo del tricolore al centro perché "per noi il Paese è la cosa più importante e non lo sono certo le guerre di bottega", continua Calearo. E' stato anche mostrato il simbolo del Movimento di responsabilità nazionale, il progetto a cui i tre parlamentari stanno lavorando.

Verso una posizione univoca "Io - aggiunge l’ex Api - ho già votato la fiducia, da tempo sto votando a sostegno della maggioranza, ma anticipo che la posizione di tutti sarà univoca. Per adesso ci siamo messi insieme anche su un rapporto di amicizia e di convergenza di idee". Cesario sottolinea che "tanti deputati del centrosinistra sperano che la nostra azione produca effetti, sono tanti". Calearo rimarca che ad accomunare i tre c’è la convinzione che la cosa più importante "è il paese, la nazione, non le guerre di bottega". Nel suo tour nel paese, l’imprenditore registra convergenza sul fatto che "l’attuale governo è il male minore, non c’è alternativa. Il politichese non mi interessa, mi interessa che le imprese e chi ci lavora abbiano stabilità". Allo stato, puntualizza Calearo, nella componente comune ci sono tre orientamenti diversi: "Io sono convinto di astenermi, Scilipoti è convinto che Berlusconi debba essere sfiduciato, Cesario voterà sicuramente a favore. Ma vorremmo arrivare il 14 a votare insieme, vediamo chi ha maggiori possibilità di convincimento sugli altri". La speranza di Calearo è comunque che i leader politici "si mettano d’accordo prima e non si arrivi al 14".

La polemica di Scilipoti con l'Idv Analogo l’auspicio di Scilipoti: "Spero non si vada in aula". Scilipoti sottolinea che non appartiene più a Idv: "Da oggi sono nel gruppo misto. I rapporti con Di Pietro? Da parte mia ottimi, credo anche da parte sua. Ma qualcuno nell’Idv è stato scorretto". Riferimento alla dura polemica col capogruppo Massimo Donadi.

Pannella deciderà all'ultimo Marco Pannella fa il punto sulla sua pagina Facebook: "Da giorni, da ogni parte, si esige di sapere se il 14 dicembre daremo fiducia o sfiducia. Vogliamo deciderlo con il massimo di dibattito, di riflessione, di partecipazione pubblica, fino all’ultimo momento utile, senza dare assolutamente nulla per scontato. Le scontatezze appartengono a tutta la 'politica' italiana, e non solo. Mai, ripeto mai, a noi Radicali. Sennò non saremmo ancora qui. Ok?"