Scintille sul ticket tra Formigoni e Boni: «Usi le vacanze per studiare un po’»

Volano parole forti tra il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e il presidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni. «Boni sbaglia. È un po’ di volte che sbaglia. Gli consiglio di utilizzare queste settimane di vacanza per studiare un po’ la politica, l’economia, le leggi» è l’invito del governatore al suo ex assessore.
Motivo del contendere l’aumento del ticket, che non è andato giù a Boni. Così l’ex assessore ha invitato Formigoni a imitare il leghista Luca Zaia, presidente del Veneto: «Io avrei fatto come Emilia e Veneto, che hanno preferito riflettere congelando l’applicazione del ticket». E ancora: «Mi sarei aspettato da Formigoni un passaggio politico come quello che ha fatto Zaia. Avrei preferito congelare l’introduzione del ticket anche in Lombardia».
Formigoni non ha apprezzato i commenti di Boni. E ha spiegato anche il perché: le regioni che non hanno applicato il ticket «faranno pagare ai cittadini un doppio danno, perché saranno anche incriminate per danno erariale. Le leggi devono essere rispettate». La «via lombarda al ticket», cioè la rimodulazione del balzello sul valore della prestazione, secondo Formigoni è stata «la scelta più corretta nel rispetto delle leggi», tanto che «piano piano le altre regioni stanno seguendo la via lombarda».
Formigoni si è poi detto «fiducioso che, seppure in ritardo, si arriverà all’eliminazione del ticket» sulle prestazioni specialistiche previsto dalla manovra: «Regione Lombardia è la massima sostenitrice dell’opportunità di trovare, insieme al governo, una entrata sostitutiva al ticket». Conclusione: «Abbiamo mostrato un’intelligenza politica solare...».