"SCIOLTI" E CONTENTI

Ci siamo trovati in Senato nell’aula della Commissione Difesa, che è un piccolo parlamentino. Tutti i senatori di Forza Italia. Ci siamo festeggiati e ci siamo commossi con il nostro capogruppo Renato Schifani. E insieme abbiamo considerato quanto male abbia fatto al Paese l’antipolitica che ha aizzato la caccia al parlamentare. Sì, lo ammetto, c’era del reducismo e anche bello, da lacrime agli occhi, un sentimento di forza onesta. Ci siamo detti che abbiamo fatto il nostro dovere e che lo abbiamo fatto per il Paese, non esistono vantaggi personali.
Il Palazzo era vuoto. Il presidente della Repubblica stava ricevendo i presidenti di Camera e Senato per sciogliere le Camere mentre i Palazzi si sono già svuotati. La grande campagna elettorale è cominciata mentre il governo già caduto ma ancora in carica ha tutto in mano: dalla Rai ai servizi segreti, dalla polizia alla finanza al controllo dei gangli dello Stato, del giornalismo, dei salotti dei ricchi e del potere. Tutta l’artiglieria pesante è dall’altra parte, ma non siamo soli perché abbiamo sviluppato questo sesto senso che è la sintonia con i cittadini.
Come ci si sente da parlamentari «sciolti»? Elettrizzati. Anche spaventati, certo. Si sente nell’anima il peso della sfida. Si avverte una cosa dentro, un orgoglio, un patriottismo per il ruolo di rappresentanti del popolo, del sovrano, dell’unico sovrano che esista in una democrazia. Quelli che ci troviamo di fronte sono coloro che hanno diffamato la democrazia soltanto per nascondere le colpe di un governo. Hanno affogato il bambino per nascondere la loro acqua sporca. Hanno versato fango sul Parlamento per nascondere altro fango.
Come ci si sente? Forti e allo stesso tempo inermi. Pronti a chiedere ai cittadini il loro consenso e a cercare di meritarlo. Il Palazzo è vuoto. Non credo che l’aula possa tornare a riunirsi per qualche affare urgente. Può darsi, ma la legislatura si è conclusa con le immagini che abbiamo vissuto, con la gioia che abbiamo provato la sera in cui Prodi è venuto a fare harakiri in Senato pur di impedire un nuovo governo. Siamo stati noi a stringerlo nell’angolo. L’aula è vuota. Ma nel legno e nel velluto è impigliata la nostra felicità. La buvette è deserta, ci sono pochi funzionari che fanno calcoli elettorali. Come rappresentanti del popolo siamo in libertà. E seguiteremo a difendere questa libertà contro l’antipolitica e i veleni.