Scioperanti a gettone all’estero: Fifa come Nba

Il nome di Deron Williams potrebbe sostituire quello di Jean Marc Bosman creando un secondo terremoto epocale nel mondo dello sport. La stella dell'Nba, la lega americana della pallacanerstro, tesserata per i New Jersey Nets, ha firmato un contratto a gettone con i turchi del Besiktas approfittando del «lockout» (insomma, lo sciopero) in atto nel basket Usa.
Come se non bastasse, in una lettera pubblicata dal New York Times a fine luglio, il gran capo dell'associazione giocatori Nba, Billy Hunter, ha invitato gli atleti ad andare altrove durante lo sciopero. E se questo accadesse anche nel calcio? La domanda se l'è posta Jerome Valck, segretario generale della Fifa, la federazione internazionale del pallone, che ne ha discusso con il suo omologo nel basket Patrick Baumann.
Gli ingaggi a gettone sono fattibili in tutte le discipline sportive. Valck e Baumann hanno parlato di una «letter of clearance», una sorta di permesso che, redatto dai club di appartenenza per la copertura di tutte le eventuali complicazioni legali, consentirebbe ai giocatori di cimentarsi in altre leghe. Applicato al calcio da un punto di vista economico non cambierebbe nulla.
Durante il periodo di sciopero i tesserati della Serie A potrebbero trovare ospitalità per brevi periodi in altri campionati, previo un accordo di trattamento economico identico (se non maggiore) a quello sottoscritto con il club di appartenenza.
Il precedente di Deron Williams sta accendendo la curiosità dei nuovi mercati, anche del pallone. Cina, Russia e Medioriente hanno denaro a sufficienza per pagare il «disturbo». Accontentandosi anche di un periodo limitato. L'ipotesi dei «giocatori in affitto» è tutt’altro che fantascientifica e come ha spiegato Billy Hunter, il Damiano Tommasi d'oltreoceano, «se i club non metteranno gli atleti nelle condizioni di poter giocare a casa loro, rischieranno di perderli».