Scioperi e occupazioni Gli atenei sono pronti alla guerra d’autunno

Tensione in largo Richini, al Politecnico e alla Bicocca. E già oggi la prima manifestazione di Cobas e precari

"Apriamo un autunno di rivolte" l’invito che si legge sul sito del collettivi universitari, che si definiscono un’ "onda anomala". Un invito che rimbalzando di ateneo in ateneo, sta diventando una pericolosa realtà. Intanto il clima in città si fa sempre più caldo. Con i rettori che prendono posizione contro al riforma come il numero uno del Politecnico Giulio Ballio che ha duramente attaccato la riforma Gelmini nella sua lettera alle famiglie degli studenti, i ricercatori milanesi in trasferta a Montecitorio dove hanno occupato la sede della Crui, il Coordinamento dei Rettori Università Italiane per una ventina di minuti, e l’occupazione di due giorni fa della facoltà di Fisica di via Celoria da parte degli studenti. E ancora le lezioni all’aperto dei ricercatori di Scienze della Statale nello splendido scenario della Loggia dei Mercanti, mentre i loro colleghi di Sociologia della Bicocca, "che stanno bloccando la didattica dall’8 ottobre" hanno organizzato un dibattito pubblico davanti all’Ateneo e seminari di matematica aperti a tutti. E se "la didattica istituzionale in Bicocca è normalmente in corso" come specifica il preside della facoltà di Sociologia Antonio de Lillo, diversa la situazione nelle facoltà scientifiche dell’Università degli studi dove la maggior parte dei corsi sono iniziati in ritardo. A Farmacia le lezioni inizieranno il 25 ottobre, con tre settimane di ritardo, mentre a Veterinaria lunedì prossimo. Hanno preso il via solo lunedì le lezioni ad Agraria e Scienze.
Intanto ieri nel tardo pomeriggio Enrico Decleva presidente della Crui e rettore della Statale, finora rimasto nell’ombra, ha preso una dura posizione contro il ministro Tremonti e le rassicurazioni del governo sulla copertura economica della riforma Gelmini: "Il massimo possibile non è un numero - ha sbottato -. La linea della Crui è che si può tornare a parlare solo quando ci sarà una quantificazione certa delle risorse. A questo punto serve quel miliardo di euro che sollecitiamo da tempo. A fronte dell’insieme di tagli già fatti sul Ffo (Fondo di finanziamento ordinario degli atenei), alle borse di studio, alle università non statali, il sistema universitario può "reggere" se il taglio si limita a 500 milioni e dunque perché sia così alle università va restituito un miliardo. Siamo in una situazione di attesa che però - avverte Decleva - non può andare troppo in la nel tempo, altrimenti si rischia il collasso degli atenei".
L’autunno dell’onda anomala ha già preso il via: oggi è prevista la manifestazione, indetta dai Cobas, di precari, docenti, personale Ata della scuola. Si respira tensione in largo Richini per il timore che si possano ripetere gli scontri di venerdì scorso tra manifestanti e poliziotti. Il termometro del surriscaldamento dell’atmosfera lo dà la dichiarazione di Domenico Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil: «La manifestazione di oggi (ieri per chi legge ndr) a Montecitorio, le tante iniziative territoriali, l’occupazione di alcune facoltà e l’astensione massiccia dei ricercatori dalla didattica segnano un movimento di massa che si allargherà».