Gli scioperi inutili della Bonino

Nella sfida tutta al femminile per la presidenza della Regione Lazio la candidata del Pd Emma Bonino cerca di fare leva proprio sulle donne. E lo fa, da buona radicale qual è, proponendo uno sciopero. «Se ci fermassimo tutte per un’intera giornata sarebbe un bel disastro, non pensate?». Questa la trovata che la 61enne senatrice democratica lancia durante un’intervista data all’Unità di Concita De Gregorio: non uno sciopero della fame, ma uno sciopero del «fare». E con il fare la Bonino intende il lavoro delle donne che quotidianamente «si fanno carico del Welfare che non c’è, dei servizi di assistenza ai bambini che non ci sono, della popolazione che sta invecchiando». La pragmatica soluzione di Emma, entrata in politica nel 1975, da quando cioè aveva 27 anni, e poi vissuta in un crescendo di manifestazioni, comitati, associazioni, scioperi e organi istituzionali, per risolvere i problemi delle donne «normali», è dunque uno sciopero. Visti i risultati ottenuti dalla maggior parte degli scioperi della Bonino, le donne laziali sono avvisate.