Lo sciopero blocca la metro per cinque ore: città ostaggio di un centinaio di macchinisti

L’alta adesione paralizza le due linee Autobus affollati e traffico in tilt

Patricia Tagliaferri

Dovevano essere 4, ieri, le ore di stop della metropolitana per lo sciopero del Sult. Alla fine sono state più di 5, e per di più in un giorno di pioggia. Il che equivale a dire una mattinata di caos per i romani, ostaggio per oltre 5 ore di un centinaio di macchinisti decisi a non accettare un accordo raggiunto con l’azienda dalle altre categorie. «Un atto unilaterale - denuncia il Sult - che aumenta di fatto i carichi di lavoro di tutto il personale legato al movimento e non intende entrare nel merito di questioni importanti legate all’idoneità e alla sicurezza». Fatto sta che i romani hanno cominciato la settimana nel peggiore dei modi, costretti a prendere la macchina o autobus stracolmi per rimanere intrappolati nel traffico.
Le linee A e B dovevano rimanere chiuse dalle 8,30 alle 12,30, così come la Roma-Lido, la Roma-Pantano e la Roma-Viterbo. In realtà la metropolitana ha ripreso a funzionare poco prima delle 14: è stato necessario, infatti, un tempo tecnico per far uscire i treni dai depositi e per la riattivazione del servizio. L’adesione allo sciopero è stata alta. Ad incrociare le braccia sono stati 178 addetti del personale Met.Ro, 132 dei quali macchinisti. «Che su un totale di 420 bastano purtroppo - fa sapere Stefano Bianchi, presidente dell’azienda di trasporto - a bloccare 4 linee su 5». «In questa lotta - contesta Bianchi - non c’entra né la tutela psicofisica, né la sicurezza, altrimenti non capisco perché altri cinque sindacati abbiano siglato l’intesa». Il presidente di Met.Ro spa difende l’accordo raggiunto, un’intesa che aumenta le corse delle due linee riducendo i tempi di attesa nelle ore di punta e migliorando la regolarità delle corse sulle ferrovie regionali. «A migliorare - spiega ancora Bianchi - sono anche le condizioni di lavoro dei macchinisti con meno ore di straordinario e più incentivi economici legati al tempo di guida». L’accordo viene difeso anche dal sindaco Walter Veltroni: «Se si realizzerà - dice - l’effetto per i cittadini sarà molto importante. Ci sarà un aumento del numero delle corse e una riduzione dei tempi di attesa. Mi affido al senso di responsabilità di tutti perché si possa capire che qui è in ballo una cosa molto importante».
Parole che non smorzano le polemiche. Solidarietà ai lavoratori arriva da Fabio Sabbatani Schiuma, An, vicepresidente del Consiglio comunale: «Troppe volte abbiano assistito a grandi proclami dell’amministrazione comunale, proclami ai quali non sono seguiti i fatti». Solidale con di dipendenti Met.Ro, ma anche con i cittadini costretti a subire ancora disagi, anche il capogruppo di An in Campidoglio Sergio Marchi: «Questa è la riprova del fallimento di 12 anni di amministrazione del centro-sinistra». «I trasporti - attacca infine il capogruppo della lista Storace alla Pisana, Fabio Desideri - si confermano la spina nel fianco degli amministratori comunali».