Sciopero Cgil: "Siamo 700mila". Bonanni critico Premier: "Fallimento totale. Epifani si esclude"

<p>
Epifani manifesta e dice agli altri sindacati: &quot;Per mobilitarsi contro il governo bisogna
avere autonomia, la Cgil ce l’ha, sfido gli altri ad averne&quot;. Bonanni: &quot;Sciopero più politico che sindacale&quot;. Berlusconi: &quot;Adesione al 6%, sciopero fallito&quot;. Podda: &quot;Non sa di cosa parla&quot;
</p>
<p>
 
</p>

Roma - E' soprattutto uno "sciopero politico" quello organizzato dalla Cgil contro la maggioranza che guida il Paese. Una vibrante esibizione di muscoli a cui aderiscono diverse sigle: oltre al sindacato di Epifani in piazza si notano striscioni con le sigle dei Comunisti anarchici, Alternativa comunista, Rifondazione e Verdi. "La dignità nel lavoro è un bene pubblico. Basta proprietà + salario + diritti, legalità" è scritto sullo striscione che apre la manifestazione.

Epifani: continueremo la lotta "Sono convinto che sciopero dopo sciopero riusciremo a far cambiare la politica economica al governo". È questo il messaggio che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, manda al premier, Silvio Berlusconi, che oggi si è detto preoccupato per la crisi. "È la prima volta che Berlusconi esprime questa preoccupazione - ha rilevato il sindacalista - spero ci sia una coincidenza con la nostra iniziativa".

In Europa protestano tutti, in Italia solo noi "Trovo giusto dire che, come in Francia, c’è bisogno di una mobilitazione dei sindacati e trovo corretto che un partito come il Pd dica che anche le imprese devono rivendicare politiche più adeguate. Occorre però che i soggetti siano d’accordo. Oggi - aggiunge Epifani - ci stiamo muovendo solo noi. Cisl e Uil non fanno né scioperi né mobilitazioni. Nelle imprese c’è qualcosa in qualche settore ma ho impressione che la presidenza di Confindustria non ci pensi proprio. Per mobilitarsi contro il governo bisogna avere autonomia nei confronti del governo: la Cgil ce l’ha, sfido gli altri ad averne". 

"Più tasse per il sostegno ai redditi bassi" Aumento del prelievo fiscale per i redditi sopra i 150 mila euro per 2 anni così da destinare il gettito di uno 1,5 miliardi a sostegno dei redditi di 5-600 euro al mese. È questa la proposta che il leader della Cgil, Gugliemo Epifani, dal palco della manifestazione di Roma contro i provvedimenti anti crisi del governo, gira all’esecutivo come strumento d’emergenza per fronteggiare la recessione. «Può un governo di fronte a questa crisi eccezionale decidere come ha fatto la Gran Bretagna di tassare i redditi sopra i 150 mila euro per sostenere i redditi da 500-600 euro al mese? Può farlo senza che ci sia un sentimento di lesa maestà ma solo spirito di condivisione?», si chiede. «E invece il Governo non ha dato questa risposta ma ha lavorato per riformare i contratti», conclude. 

Tante bandiere rosse Tra i lavoratori che manifestano per il posto di lavoro si notano moltissime bandiere rosse, cori e striscioni come "Nessuna azienda deve essere chiusa nessun lavoratore deve essere licenziato".

Podda: "Siamo oltre 700mila". Per la questura 50mila  Lo ha detto il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda arrivato in piazza san giovanni dove sono confluiti i tre cortei cittadini. "Altri hanno parlato di milioni di persone in piazza San Giovanni quando era meno gremita di oggi. Noi siamo sobri come vorremmo che fosse paese". La questura di Roma afferma che erano solo 50mila.

Difesa della Costituzione La riprova che lo sciopero di oggi ha una fortissima connotazione politica è data dal fatto che molti manifestanti indossano magliette a difesa della Costituzione con scritte come "La Costituzione difende i miei diritti" o "Anche io difendo la Costituzione". Sin troppo chiaro l'intento di polemizzare contro la volontà, espressa dal capo del governo, di cambiare la Costituzione per dare più incisività all'azione dell'esecutivo.   

La Fiat di Pomigliano Alla testa del corteo si sono posizionati i lavoratori Fiat di Pomigliano che vivono, in questi giorni, una situazione di estrema precarietà rispetto agli altri lavoratori del settore auto.

Bonanni: sciopero politico Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ritiene che lo sciopero indetto oggi dalla Cgil sia una manifestazione più politica che sindacale. "L’ho criticato perché non è uno sciopero sindacale, non persegue obiettivi sindacali". A suo parere le manifestazioni di oggi della Cgil "hanno più un sapore politico, sono finalizzate più a raccogliere i sentimenti della vecchia sinistra del Novecento che non per allestire delle iniziative sindacali". Per convincersene, secondo Bonanni, "basta vedere che intorno a questa manifestazione si trovano alcuni che trasgrediscono e oltrepassano i confini dei propri partiti per polemiche o ristrutturazioni interne agli stessi. Più che un’iniziativa sindacale è prettamente politica".

Berlusconi: "Sciopero fallito" Epifani può essere considerato un suo avversario? Chiedono i giornalisti a Silvio Berlusconi a Cagliari. "No. L’adesione allo sciopero è stata solo del 6%, lo sciopero è fallito - risponde il premier - la Cgil si è tolta di mezzo lei da sola dal fronte sindacale, mentre gli altri sindacati hanno dato un contributo per le riforme".

Podda: "Non sa di cosa parla" "Berlusconi, come su molte altre cose, non sa di cosa parla": così il segretario generale della Fp Cgil replica al premier. "Il dato del 6% cui si riferisce il presidente del Consiglio - ha detto Podda - è uno dei numeri che dà Brunetta... per cui è diventato famoso anche fuori dall’Italia. In ogni caso - ha aggiunto - il 6% dato da Brunetta è relativo solo al personale dei ministeri, cioé a una parte minoritaria (circa un decimo) dei lavoratori pubblici".

Fassino: "Siamo coi lavoratori" "Dove ci sono lavoratori che chiedono tutele e garanzie, quello è il posto del Pd". Lo ha detto ai giornalisti Piero Fassino, che sta partecipando al corteo dello sciopero della Cgil. "Il Pd è qui oggi per lavorare per l’unità del movimento sindacale; è del tutto coerente essere qui oggi e al tempo stesso lavorare, come stiamo facendo, perchè si ritrovi una piena unità di intenti tra Cgil, Cisl e Uil. L’unità sindacale è un bene prezioso".

Franceschini: no alla piazza "Non andrò in piazza perché penso che i sindacati debbano lavorare per l'unità. Naturalmente hanno storie diverse alle spalle, ma oggi sono convinto che i lavoratori che sono preoccupati per il loro futuro, sono preoccupati per la crisi economica abbiano voglia di vedere un sindacato unitario che si confronta al suo interno ma che poi esprime molta forza, molta determinazione nel confronto con il governo". Lo ha detto il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, intervistato a Panorama del giorno su Canale 5.