Sciopero dei cantieri, la corazzata-Fiom affonda nelle cifre

Alla «guerra delle cifre», in caso di scioperi o manifestazioni, siamo un po’ tutti abituati: lo «scarto» sui dati forniti dalle varie parti in causa sfiora, a volte, anche il mille per cento (come nel caso della recente «marcia» su Roma del Pd-We can). Senza che si arrivi con precisione a smentire gli uni o gli altri. Ma questa volta, nel caso dell’astensione dal lavoro dei lavoratori della cantieristica proclamata dalla Fiom (ma senza l’adesione delle altre due sigle sindacali Fim e Uilm), le cifre esatte ci sono, e fanno giustizia di tante percentuali presunte. Che si rivelano clamorosamente fasulle. È il caso delle cifre fornite dalla Fiom che, per quanto riguarda i tre stabilimenti Fincantieri in Liguria, parla di «massiccia adesione dei lavoratori: non solo gli iscritti alla Fiom, ma anche centinaia di dipendenti aderenti ad altre sigle sindacali». Peccato che la smentita, bruciante, arrivi dalla timbratura dei cartellini di chi ha scelto di lavorare, nonostante le «portinerie bloccate allo stabilimento di Riva Trigoso e al Muggiano, e il presidio a bordo nave a Sestri Ponente». Carta (magnetica) canta: a Sestri, tradizionale roccaforte rossa,ha scioperato il 48,33 per cento dei dipendenti, a Riva Trigoso il 37,64 e al Muggiano il 31,47. Media: 39,14 per cento, la più bassa a memoria d’uomo. In sostanza: un flop. Altro che adesione dei lavoratori delle altre sigle! Questi, invece, e anche alcuni della Fiom, sembrano aver accolto, pur nella legittima distinzione dei ruoli, gli inviti dell’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono alla «ragionevolezza, data l’attuale, difficile situazione economica». Ma forse qualcuno vive (lavora?) su un altro mondo.