Sciopero dei cieli, 260 aerei restano a terra

Dario Balotta (Fit-Cisl): «In piazza contro governo e Alitalia che vogliono spostare i voli a Fiumicino». Finita la protesta caos al ritiro bagagli

Sono nervosi, incazzati e pure rassegnati. Sono quelli che arrancano lungo le rampe d’accesso al Terminal 1 di Malpensa, con tanto di bagaglio al seguito. Vittime dello sciopero pro-hub firmato da Cgil-Cisl-Uil. Malcapitati che, quando va bene, decollano con quattro ore di ritardo.
Duecentoquaranta minuti da trascorrere svaligiando le boutique dello scalo per ingannare il tempo. Oppure lanciando sguardi d’indignazione su quei cinque-seicento dipendenti che - dopo l’occupazione delle rampe d’accesso e della statale 336 - sfilano in corteo persino dentro l’aeroporto.
E mentre gli ispettori del Bie valutano la candidatura di Milano a ospitare Expo 2015, Malpensa è occupata da cartelli, striscioni e bandiere con la minaccia che «è solo l’inizio»: «Solo l’inizio di una protesta per dire “no” alla scelta del governo di sostenere Alitalia nello spostamento dei voli da Malpensa a Fiumicino» come fa sapere Dario Balotta (Fit-Cisl).
Già, ieri, dalle 10 alle 14, sono stati cancellati qualcosa come 197 voli (di cui, 102 in partenza e 95 in arrivo) per denunciare quant’è sbagliata la decisione presa dall’esecutivo Prodi che «provoca tremila e passa esuberi tra dipendenti aeroportuali e indotto». E come, naturalmente, i tagli dei voli - circa 150 - dallo scalo milanese preannunciati da Alitalia «farebbero perdere accessibilità al Nord Italia». Valutazioni di chi non vuole trasformare Malpensa in uno scalo low cost e reclama l’intervento delle Istituzioni.
Ma quelle quattro ore di protesta, secondo il Codacons, creano «troppi disagi ai passeggeri», troppi rispetto a uno «sciopero di poche ore». Ripercussioni avute anche dopo le quattro ore di protesta: infatti, problemi si sono verificati sia alla riconsegna dei bagagli che ai check-in. Scenario replicato pure a Linate, nel city airport di Milano, dove 29 sono i voli cancellati in partenza e 25 quelli in arrivo.
Astensione dal lavoro dei dipendenti accolta dai passeggeri di Linate come da quelli di Malpensa con disappunto, nonostante la richiesta di scuse e, perché no, di comprensione rivolta dai sindacati confederali ai passeggeri «prigionieri» degli scali.