Lo sciopero dei tassisti contro le liberalizzazioni

Fermo nazionale, stop per 30mila auto bianche. Manifestazione per le strade di Roma. Anche i benzinai confermano il blocco dal 6 all'8 giugno

Roma - Tre auto bianche di Roma, Bologna e Napoli, aprono il corteo dei tassisti che stamani si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica, a Roma, per una manifestazione nazionale contro gli articoli 8 e 11 del ddl sulle liberalizzazioni. In piazza, accanto ai tassisti e agli Ncc della capitale, sono arrivati anche delegazioni di varie parti d’Italia, dal nord come dal sud, da Torino, Pisa, Firenze e Napoli. Il corteo, partito nella tarda mattinata, arriverà in piazza Santi Apostoli ed è animato da fischi incessanti e suoni di clacson. Tra gli striscioni alzati dai tassisti in mobilitazione, in concomitanza con la giornata di sciopero generale, quello che recita «tremila Ncc abusivi. Due vite spezzate. Calamante vergogna», «tutti liberisti con i soldi dei tassisti». I tassisti stanno sfilando con le bandiere sindacali e di categoria che hanno aderito alla protesta, quelle dell’Uritaxi, Ugl, Fit-Cisl taxi.

Benzinai Intanto si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra il ministero dello Sviluppo Economico ed i benzinai. «Il tentativo di scongiurare lo sciopero dal 6 all’8 giugno - si legge in una nota della Faib-Confesercenti - si è infatti subito arenato. Si procede a testa bassa contro la categoria e contro i cittadini mentre si evita di colpire i poteri forti, i petrolieri che dettano regole e prezzi. Le liberalizzazioni e la concorrenza sono sempre più un miraggio con buona pace dei cittadini consumatori. Lo sciopero è stato quindi confermato».