Sciopero dei Tir Francia e Spagna paralizzate

Gli autotrasportatori minacciano il blocco se non troveranno un accordo col governo. Il sottosegretario Martinat prepara il congelamento delle accise sui carburanti

da Madrid

Frontiere bloccate, ingorghi nelle principali città, molti benzinai già senza carburante e giornali distribuiti con i taxi. Questo è lo scenario vissuto ieri da Spagna, Francia e Portogallo, tutti ostaggio dello sciopero degli autotrasportatori che protestano contro il caro-carburante. La parte più dura della protesta se è vissuta in Spagna, dove i transportistas hanno proclamato lo sciopero indefinito e sono riusciti a paralizzare parzialmente il paese. Alla fine della prima giornata di protesta il 50% dei distributori della Catalogna e il 15% di quelli di Madrid hanno dovuto chiudere per mancanza di benzina.
Lo sciopero, organizzato da due associazioni di trasportatori autonomi (Fenadismer e Confedertrans) che riuniscono circa il 26% dei 380.000 camionisti iberici, è iniziato a mezzanotte e ha bloccato subito il passaggio a tutti i camion verso la Francia per il passo della Junquera in Catalogna e per Irún nei Paesi Baschi. Qui i picchetti hanno spaccato vetri e fari dei camion che provavano a proseguire oltre il blocco. La protesta si è poi estesa in giornata a tutta la Spagna in forma di lunghi serpentoni di automezzi che, circolando a bassa velocità, hanno ingorgato il traffico di Barcellona, Madrid, Valenza, Valladolid e Cadice. Più di una volta la polizia ha dovuto deviare o bloccare le carovane di tir per evitare ingorghi colossali. Tanto a Madrid come a Barcellona migliaia di automezzi sono arrivati fino al centro. A Bilbao i camion hanno bloccato il porto impedendo il passaggio del pesce, mentre la polizia ha presidiato i principali mercati generali per evitare picchetti.
I camionisti chiedono che il governo abbassi le imposte sul gasolio e che crei un combustibile professionale a minor prezzo come quello usato dagli agricoltori. Ma l'esecutivo Zapatero, che vive la settimana più nera dal 2004, ha già detto che non abbasserà le tasse sugli idrocarburi (che quest'anno gli assicureranno circa 11 miliardi di entrate) e che in nome del libero mercato non fisserà una tariffa minima per il trasporto su ruota come chiede Fenadismer. Il primo round dell'incontro con i sindacati è infatti finito ieri mattina con un niente di fatto. I camionisti, consapevoli di rappresentare il 70% del trasporto merci in Spagna, minacciano però di lasciare senza approvvigionamenti i supermercati e di assediare anche le raffinerie.
Lo sciopero si è esteso anche alla Francia, dove i camionisti del Languedoc-Roussillon hanno bloccato l'altro lato della frontiera con la Catalogna già messa in scacco dagli spagnoli. In Acquitania, circa 200 camion si sono poi diretti a bassissima velocità verso Bordeaux, creando code di 30 chilometri. Circa 4.000 camion minacciano poi in Portogallo il blocco del paese: si sono registrati scontri tra i picchetti e gli autotrasportatori che non aderiscono allo sciopero.