Lo sciopero dei trasporti ha bloccato l’Italia: «Ora trattiamo»

Lo stop dei mezzi pubblici ha registrato un’adesione record in quasi tutte le città. I sindacati: «Dal governo vogliamo risposte concrete»

da Roma

Paralisi quasi totale. I sindacati tirano un primo bilancio del più esteso sciopero mai proclamato e si fregano le mani: in quasi tutta la penisola si parla di «adesioni altissime: una media del 90 per cento». Ora chiedono al governo «risposte concrete in grado di avviare a soluzione i gravi problemi aperti nel settore». Certo è che lo sciopero è ricaduto ancora una volta sui cittadini che hanno cercato di contenere i danni organizzandosi: chi poteva ha rinunciato a partire a priori o ha cercato un’alternativa.
Come annunciato, si sono fermati tutti. Metro, autobus e tram. Centinaia i voli cancellati, la compagnia di bandiera ne ha soppressi 217, dimezzate pure le tratte ferroviari. Per i collegamenti marittimi sono state mantenute soltanto le fasce protette.
A Milano le code sono cominciate fin dalle prime luci dell’alba, lungo le autostrade e i raccordi. Ferme le tre linee della metro. Addirittura 205 i voli cancellati tra gli scali di Linate e Malpensa. Traffico pesante anche a Roma dove sono tornati al lavoro i tassisti, per una temporanea tregua nella trattativa con il Comune di Roma. Metropolitane ferme e autobus inesistenti, con adesioni del 72 per cento tra gli addetti. All’aeroporto di Fiumicino cancellati 162 voli.
Situazione più diversificata a Napoli: in alcuni settori blocco totale, in altri a singhiozzo. Adesioni al 78 per cento per l’azienda napoletana della mobilità. Fermi i treni regionali, autobus, metropolitane e funicolari in tutta la regione con adesione media del 70 per cento.
Adesioni altissime, nessun autobus in servizio e traffico in tilt anche a Torino, Bologna e Firenze. Difficili anche i collegamenti in Sicilia soprattutto per chi doveva spostarsi da Messina verso Reggio Calabria.