Sciopero e caos in città, i sindacati esultano

Nuova protesta: oggi non apriranno ai milanesi le biblioteche comunali

Giovanni Buzzatti

Strade intasate, tram nei depositi e centralini dei taxi ingolfati di chiamate. I milanesi hanno vissuto ieri un «venerdì nero» a causa delle sciopero dei mezzi pubblici, il terzo in un mese. I sindacati chiedono 111 euro lordi in più in busta paga (lo scatto economico per il secondo biennio del contratto nazionale), le aziende ne offrono 60. Per questo, in tutta Italia è scattata la protesta che a Milano, complice il venerdì, giornata di rientri, ha avuto conseguenze pesanti.
Lo sciopero ha bloccato le metropolitane, pochissimi i tram e bus in circolazione. Per i mezzi di superficie l’Atm parla di 7 corse su 10 saltate (76 per cento la quota esatta al mattino, 78 la sera), Cgil, Cisl e Uil ribattono con soddisfazione: «L’adesione alla protesta è stata del 90 per cento in tutta la Lombardia».
Chi ha potuto, si è mosso nella fasce orarie escluse dal blocco (prima delle 8.45 e tra le 15 e le 18) o è rimasto lontano dalla città. A migliaia di pendolari non è rimasto invece che prendere l’auto e puntare su Milano. Gli effetti si sono visti subito: alle 9 i vigili segnalavano ingorghi nelle zone Corvetto-piazza Bologna, Certosa-Sempione e in piazza Belfanti. «Sono le strade di accesso a Milano per chi arriva da Bologna, dai Laghi e da Genova» raccontano gli agenti. Un problema che si è riproposto in serata, «anche se in misura più attenuata» aggiungono i ghisa.
Lo sciopero riguardava anche le Ferrovie Nord. Sono state rispettate le fasce protette (tre ore al mattino, altrettante la sera), nel resto della giornata nessun treno si è mosso dalle stazioni.
I sindacati, come detto, protestano per il mancato rinnovo della parte economica del contratto. Nei giorni scorsi l’Atm si era offerta di anticipare parte della somma chiesta in cambio della rinuncia a nuovi scioperi. Una proposta respinta però dai sindacati: «Quanto riguarda il contratto nazionale di categoria deve essere discusso e risolto a livello nazionale» è stata la loro replica. «La grande adesione di ieri allo sciopero dimostra che i dipendenti dell’Atm sono insofferenti verso l’azienda» attacca la Rosa nel pugno.
E un’altra protesta scatterà oggi. I dipendenti delle biblioteche comunali hanno indetto una giornata di sciopero «per segnalare ai cittadini i problemi di queste strutture e per chiedere alla nuova giunta, qualunque sia, che le biblioteche rimangano gestite da personale comunale».