Sciopero, e la Centrale diventa pattumiera

Lamentele e disagi durante tutta la giornata

Roberto Bonizzi

Cestini traboccanti. Giornali e cartacce ovunque. Treni e banchine vedono sporcizia e rifiuti accumularsi con il passare delle ore. La stazione Centrale sembra un campo di battaglia già a metà giornata. In serata la situazione peggiora sensibilmente. È lo sciopero del personale addetto alle pulizie delle Fs che ha incrociato le braccia per tutta la giornata di ieri. Tra l’altro un venerdì di partenze estive, con un flusso di viaggiatori superiore al normale.
Le rotaie diventano una discarica anche a causa dell’incuria e dell’inciviltà dei passeggeri, in partenza e in arrivo. E allora sui cestini, già pieni, crescono e si moltiplicano piramidi in equilibrio (molto) precario. Cartacce e lattine che al primo spiffero di vento rotolano su marciapiedi e corridoi. Agli ingressi il pavimento è completamente coperto da uno strato di giornali. Anche qui basta un colpo d’aria e le pagine si muovono da una parte all’altra del grande atrio della stazione.
«Disagi e lamentele continue - garantisce Riccardo, pettorina arancione da addetto alla clientela di Trenitalia -. È tutto il giorno che la stazione non viene pulita e i passeggeri, giustamente, si lamentano». «Ma - assicura una famiglia in partenza per le vacanze, uno scompartimento prenotato sulla Freccia del Sud - comprendiamo anche le ragioni di chi sta scioperando. Le condizioni di lavoro degli spazzini nelle stazioni e sui treni non sono le migliori. E non è neanche la prima volta che scioperano».
I sindacati confermano le ragioni della serrata. «Non è concepibile che, con un contratto scaduto da oltre un anno e mezzo e dopo due scioperi, le imprese non inizino il confronto con le organizzazioni sindacali - spiega Umberto Nespoli, segretario nazionale dell’Ugl per le attività ferroviarie -. La mobilitazione è una manifestazione di preoccupazione anche verso le prossime gare d’appalto. Le Ferrovie, pur di risparmiare, hanno imposto bandi con il ribasso massimo».
Gli addetti alle pulizie non sono assunti da Trenitalia, ma da società che gestiscono, in appalto, i servizi nelle stazioni. «Si tratta di cooperative, nella maggior parte dei casi - dice Dario Balotta, segretario nazionale della Fit Cisl -. Le condizioni di lavoro sono precarie, il livello dei salari è bassissimo. Dietro al “socio lavoro” troppo spesso c’è sfruttamento». Negli ultimi 11 anni, secondo i dati dei sindacati confederali, l’aumento salariale è stato di solo 58 euro. La richiesta delle organizzazioni di categoria è di arrivare a 105 euro in più. «Questi lavoratori - continua Balotta - sono davvero gli ultimi. Le condizioni di lavoro sono molto disagiate. Impianti, uffici e magazzini della Centrale sono malsani». Ieri ancor più del solito.