«Uno sciopero generale per difendere Malpensa»

È pronto a scendere in strada per bloccare le automobili Davide Boni. Il capodelegazione della Lega Nord in Regione non va per il sottile: «Dobbiamo seguire l’esempio dei camionisti».
Ne è davvero sicuro?
«Certo. È in gioco il futuro della nostra regione: non possiamo restare passivi».
A chi spetta la prima mossa?
«A Roberto Formigoni. Il presidente deve fare di più, ha il dovere di compiere un atto di grande coraggio».
Non le pare che abbia già usato toni abbastanza pesanti?
«In questa situazione parlare serve a poco. Bisogna agire».
Come?
«Formigoni deve convocare al più presto attorno ad un tavolo tutte le categorie economiche coinvolte con lo scalo varesino - e sono davvero tante - insieme ai parlamentari lombardi per organizzare uno sciopero generale».
Che tipo di manifestazione si immagina?
«Una giornata di lutto regionale. O meglio, un momento di risveglio dell’orgoglio lombardo. Ventiquattro ore in cui tutti devono fermarsi, nessuno escluso».
Pensa che sarà facile coinvolgere tutte le categorie?
«Non voglio credere che una mobilitazione del genere non trovi il consenso di tutti. La scelta del Cda di Alitalia porterà ad un impoverimento della nostra regione, i lombardi non possono restare inermi».
Avete già in mente una data precisa?
«No. Ma dobbiamo agire al più presto possibile, sicuramente prima del 15 gennaio».
Quindi date per scontato che a Roma i giochi siano già stati fatti..
«Sono certo che il governo ha preso paura, probabilmente non si aspettava una reazione del genere dal Nord, ma conoscendo Prodi non posso avere grandi aspettative».
A cosa si riferisce?
«Penso a Cirio, penso ad Alfa Romeo. Non vorrei che la storia si ripetesse anche con Alitalia».
Quindi dobbiamo aspettarci lo sciopero generale prima del 15 gennaio?
«Sì. Meglio prevenire che curare. Non avrebbe senso organizzare una manifestazione una volta che Alitalia sia già passata in mani francesi».
Con AirOne sarebbe stato diverso?
«Io non sono mai stato un grande sostenitore di Toto. Ma dopo aver analizzato le due proposte concorrenti, penso che AirOne sia il male minore perché ha messo da subito in chiaro che i suoi progetti non avrebbero penalizzato Malpensa».
Quale potrebbe essere la conseguenza più grave del ridimensionamento dello scalo varesino?
«Sarebbe una tragedia economica, non c’è dubbio. Ma se vogliamo fare un esempio concreto basta pensare all’Expo».
Perché?
«Se perdiamo l’Expo a vantaggio di Smirne, se ne andranno in fumo sette miliardi di euro in investimenti».
Perché la vicenda Alitalia dovrebbe rendere più difficile la battaglia contro la città turca?
«Guardi le rispondo con un’altra domanda: Romano Prodi, che dice di sostenere il sindaco Moratti in questa campagna, dove pensa di far atterrare la gente che vorrà raggiungere Milano? Al Charles De Gaulle forse... magari organizzando delle navette!»
Ma allora quale sarebbe la logica che spinge Roma verso Parigi?
«È facile: Alitalia è sempre stata “romanocentrica” e gran parte dei lavoratori vivono nella capitale e costituiscono una grande fetta del bacino elettorale di Veltroni e compagni».