«Sciopero inutile I dirigenti Pd non partecipino»

RomaPier Paolo Baretta. Lei è un ex sindacalista della Cisl e anche un deputato del Partito democratico...
«Sì e non partecipo».
Perché?
«Per più ragioni. La principale è che non condivido lo sciopero generale. La risposta a una situazione così complicata e difficile non può essere questa. È come protestare contro il maltempo».
A allora perché ci sono esponenti del Pd che scenderanno in piazza?
«Per un problema di appartenenza. Ma non vorrei che ci fosse un equivoco».
Quale?
«Che si pensasse che chi non partecipa non crede che la situazione sia drammatica o ritiene sufficiente la risposta del governo».
Parla da sindacalista. Baretta-Pd che dice?
«Che c’è un problema anche nei rapporti tra il Pd, e il sindacato. Serve autonomia».
E chi va in piazza con Epifani mette a rischio questa autonomia?
«Non metto in discussione la legittimità delle scelta di andare, ma penso che il Pd si debba mostrare indipendente da Cgil, Cisl e Uil. Quindi è opportuno che il gruppo dirigente non partecipi».
Inutile, un bel pezzo di Pd andrà...
«Inopportuno, anche perché è una manifestazione della sola Cgil. Ma questo dimostra ancora di più quanto sia urgente una piattaforma propria del Pd. Serve un’identità autonoma su questi temi».
Pensa che lo sciopero comprometta i rapporti tra le tre confederazioni?
«È uno dei momenti più difficili, ma è molto più grave la rottura sul modello contrattuale e io spero che i rapporti tra i sindacati ripartano da lì».
E l’Italia dei valori?
«Sta semplicemente occupando lo spazio che era di Rifondazione comunista. Ha fatto il suo calcolo politico e la cosa non mi stupisce. Semmai è la Cgil che dovrebbe stupirsi».