Sciopero: è lite anche sui numeri

da Milano

È stata massiccia l’adesione dei metalmeccanici allo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di categoria, scaduto da quattro mesi. Ma sulla partecipazione alla protesta è guerra di cifre tra sindacati e imprese. Fim, Fiom e Uilm parlano di un’adesione media che superiore all’80%. Sono state molto alte le adesioni sia allo sciopero, da 4 a 8 ore in tutte le aziende del settore, sia alle numerose iniziative esterne ai luoghi di lavoro. Nelle aziende del gruppo Fiat - che la settimana scorsa ha deciso di erogare 30 euro di anticipo sul contratto ai propri dipendenti - secondo i sindacati si è registrata un’adesione del 75% a Mirafiori, del 90% all’Iveco di Brescia,dell’82% a Pomigliano d’Arco, del 60% alla Fma di Avellino, dell’80% a Termini Imerese. Stando ai sindacati, un milione e 600 mila lavoratori in tutto. Ma secondo la casa torinese solo il 32,7% degli operai Fiat in tutti gli stabilimenti italiani avrebbe aderito allo sciopero. E se si considerano operai e impiegati, l’adesione scenderebbe al 22%. Dati in linea con quelli di Federmeccanica, che ha parlato di adesione al 30%, tre punti percentuali in meno rispetto alla media delle agitazioni precedenti per il rinnovo del contratto.
Dopo questa prova di forza, che sarà ripetuta il 16 novembre, i sindacati si attendono risposte da Federmeccanica. Fim, Fiom e Uilm chiedono aumenti lordi mensili pari a 117 euro, calcolati sul quinto livello professionale, più altri 30 per la contrattazione di secondo livello. «Gli scioperi non fanno firmare gli accordi - ha dichiarato il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli -; per chiudere bisogna essere d’accordo sulle questioni di merito. Ogni sciopero è un danno per impresa e lavoratori». Altro tono quello del segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini: «Sarà un conflitto pesante. Se qualcuno pensa, attraverso iniziative aziendali, di far saltare il contratto nazionale non ho dubbi su come reagiranno i lavoratori».
Secondo il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, per evitare nuovi scioperi le imprese metalmeccaniche devono avanzare proposte concrete ai sindacati. «Ci costringono agli scioperi - ha detto Angeletti -; per evitarli, la controparte deve fare proposte serie». Le parti hanno fissato un fitto calendario di incontri per tutto novembre, che si concluderà con la riunione plenaria in programma il 21. L’obiettivo è di chiudere la partita entro l’anno. La settimana scorsa Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria, aveva osservato che i negoziati per il contratto «si protraggono nel tempo anche perchè partono da piattaforme sindacali che non tengono conto della realtà di forte competizione internazionale in cui si trovano a operare le imprese, specie quelle metalmeccaniche».