Sciopero per il piano Alitalia Caos a Malpensa e Linate

Giornata di stop contro tagli e crisi Alitalia. Cancellati 185 voli nell'hub e 25 a Linate. Corteo a Malpensa: traffico bloccato, viaggiatori a piedi in aeroporto. Il Codacons: troppi disagi

Milano - Caos a Malpensa per lo sciopero generale del trasporto aereo della Lombardia indetto dalle 10 alle 14 da tutte le organizzazioni sindacali contro la minaccia di ridimensionamento dello scalo in seguito alla crisi di Alitalia: annullati 185 voli, altri 54 cancellati invece a Linate. Una protesta, questa, che da più parti è stata giudicata inopportunita perché ha coinciso con l'arrivo a Milano degli ispettori del Bie che in questi stanno compiendo una importante "ricognizione" sul campo legata alla candidatura della metropoli all'Expo 2015 in concorrenza con la turca Smirne.

Accessi stradali bloccati, tutti a piedi Per circa un’ora i manifestanti - circa 600 secondo diverse stime raccolte - a Malpensa hanno bloccato il traffico veicolare in entrata ed in uscita lungo il raccordo che porta al terminal 1 di Maplensa. Molti passeggeri sono stati costretti quindi a recarsi a piedi con le valigie fino allo scalo. Alla fine di questa manifestazione, il corteo è ritornato verso l’aeroporto. Tra i manifestanti c'era anche il presidente della Provincia di Varese, il leghista Marco Reguzzoni, che ha chiesto un incontro urgente al ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi. «La mia presenza - ha spiegato Reguzzoni - è il segno dell’unità d’intenti che accomuna tutto il nostro territorio nell’affrontare quella che si prospetta come una delle crisi più gravi che si sia mai dovuto affrontare».

Il Codacons protesta: troppi disagi «Non è possibile che per uno sciopero di poche ore ci siano così tanti disagi per i consumatori. Troppi». Protesta Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons e accusa: «L’illegittimo blocco del traffico dei veicoli e lungo le rampe d’accesso ai terminal ha costretto molti passeggeri a recarsi a piedi con le valigie fino allo scalo. Ma anche l’informazione è stata troppo scarsa. Molti consumatori ignoravano che fosse stato proclamato lo sciopero, segno del fatto che le modalità con cui si è annunciata la protesta non sono state sufficienti».

Destra e sinistra solidali: difendiamo lo scalo Hanno incassato solidarietà bipartisan (dalla Lega al Prc) del Consiglio regionale della Lombardia i lavoratori di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, in sciopero contro il piano industriale di Alitalia che mette a rischio il loro posto di lavoro con la riduzione dei voli da Malpensa. Domani pomeriggio, i rappresentanti dei lavoratori saranno ascoltati in Consiglio regionale in una riunione congiunta delle commissioni Territorio ed Attività produttive a cui però sono stati invitati non solo tutti i consiglieri ma anche i parlamentari della Lombardia. Lo scorso 25 luglio l’aula ha approvato un ordine del giorno sul potenziamento del ruolo di Malpensa come hub, e un nuovo testo ancora il 18 settembre contro il suo piano industriale (con il sostegno dell’Ulivo anche se non del Carroccio che ha invece votato un suo testo che chiedeva la cancellazione di tutte le convenzioni con la compagnia di bandiera se non si fosse trovata a breve una soluzione).

«È importante - ha osservato l’assessore al Territorio Davide Boni, che è capodelegazione della Lega Nord - che in questo momento le istituzioni lombarde si stringano attorno ai dipendenti Sea, combattendo una battaglia comune a difesa dei diritti dei lavoratori e del futuro dello stesso hub lombardo». Secondo Boni, è invece «incomprensibile che il Governo non si è ancora espresso sull’impatto che il piano Alitalia avrà sul futuro dell’intero sistema aeroportuale. Il tutto mentre qualcuno non ha ancora evidentemente compreso che senza Malpensa non è neppure pensabile di riuscire ad organizzare un evento come Expo 2015».

Per Rifondazione comunista, però, le colpe sono anche della Regione. «Siamo francamente disgustati - ha osservato il consigliere del Prc Luciano Muhlbauer - dallo scaricabarile innescato dal presidente Formigoni, che sembra più interessato ad attribuire ogni colpa a Roma, piuttosto che ad assumersi le proprie responsabilità, dando un contributo per soluzioni possibili». Rifondazione chiede quindi che: «Il piano industriale di Alitalia venga rivisto e che la Regione inizi finalmente a definire un piano del trasporto aereo, in coordinamento con le altre Regioni settentrionali e con il Governo nazionale per individuare una soluzione di sistema, capace di salvaguardare la quantità e la qualità dell’occupazione negli aeroporti lombardi».