Sciopero: Di Pietro-Epifani, l'asse di piazza

Il leader Idv aderisce alla mobilitazione generale della Cgil: un
corteo che ci costerà 360 milioni Così fa lo sgambetto all’alleato Pd,
che invece all’appuntamento di oggi arriva in ordine sparso

Roma - «Alla fine rimarranno solo le piazze», diceva ieri mattina un sindacalista. E il riferimento non era tanto al fatto che poi, nel pomeriggio, è stata decisa la sospensione dello sciopero generale della Cgil per una buona fetta del settore dei trasporti (prima i mezzi pubblici di Roma, di Venezia, del Friuli per il nubifragio che ha colpito il Paese, poi le ferrovie su tutto il territorio nazionale), quanto al valore tutto politico della mobilitazione di oggi che costerà all’economia 360 milioni di euro. Per corso d’Italia, insomma, conta più che altro la prova di forza dei cortei e delle manifestazioni in programma in molte città italiane, a partire da Bologna dove parlerà il segretario generale Guglielmo Epifani. Poter dire «eravamo più di un milione», magari portando in piazza pensionati e studenti delle organizzazioni amiche. Anche perché, far rinunciare i lavoratori a una giornata di lavoro «contro la crisi», non è facile.

Una mobilitazione «inutile», dal punto di vista sindacale, quanto «uno sciopero contro la iella» (parole di Raffaele Bonanni). Comunque una mossa capace di dare luogo a spettacolari reazioni politiche. Il colpo di teatro, anche questa volta, se lo è riservato Antonio Di Pietro. Mentre tutti avevano lo sguardo rivolto verso il Partito democratico, commentavano il silenzio di Walter Veltroni e facevano la conta di chi nel Pd andrà in piazza con la Cgil e chi invece resterà a casa, l’ex pm ha annunciato l’adesione di Italia dei valori alla mobilitazione generale dei lavoratori. «Lo sciopero generale di domani è la legittima risposta alle inadeguate proposte del governo, per questo l’Italia dei valori scenderà in piazza al fianco dei lavoratori», ha spiegato l’ex pm. Quanto sia anomala la decisione lo dimostra il fatto che Di Pietro diserterà la piazze principali e andrà alla manifestazione della Cgil di Lanciano, in provincia di Chieti, nella Valle del Sangro, «perché lì c’è una situazione drammatica», ha spiegato. Magari un ultimo scorcio di campagna elettorale, visto che in Abruzzo ci sono le elezioni regionali. Oppure un modo per non disturbare troppo i sindacalisti, che non gradiscono la presenza di Italia dei valori in piazza.

Chi sarà sicuramente disturbato dalla scelta di Idv è Walter Veltroni. Ieri il segretario del Pd aveva chiuso la querelle sulla spaccatura nel suo partito, dando la colpa al governo. «Lo sciopero generale di domani è responsabilità del governo, che cerca di dividere i sindacati e spinge quindi alla radicalizzazione. Il Paese - ha concluso Veltroni - è in una situazione molto difficile ed è naturale che vi siano delle proteste sociali, come ci sono in tutta Europa». Parole che suonavano quasi come un’apertura dopo settimane di imbarazzo nel partito, spaccato tra chi scenderà in piazza (ex Ds, Piero Fassino e Rosy Bindi) e chi invece è contrario (ex sindacalisti Cisl come Franco Marini, ex Margherita e anche veltroniani). Una ferita che si voleva rimarginare, ma che Di Pietro ha aggravato, dimostrando che lui si prepara a rubare, non solo i consensi «giustizialisti» in fuga dal Pd, ma anche quelli di chi non è soddisfatto dalla linea del Pd sui temi economici.

Ai cittadini rimangono i disagi, che dovrebbero comunque essere ridotti rispetto alle previsioni. Treni e aerei funzioneranno regolarmente in tutto il Paese (è stato differito dal governo anche lo sciopero degli autonomi nel settore aereo). Nel Lazio e a Venezia gli addetti del trasporto pubblico locale saranno esonerati dallo sciopero. Niente proteste anche per i lavoratori dell’energia del Friuli Venezia Giulia.