Lo sciopero è sospeso, ma non si vola lo stesso

Claudio De Carli

da Milano

Nella saletta dell’area tecnica di Fiumicino, lo sciopero previsto oggi di ventiquattro ore del personale Alitalia è stato sospeso nel giro di un’ora, ma è solo una tregua molto armata. Il coordinamento sindacale di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Up che rappresenta il 53 per cento dei circa duemila piloti Alitalia, ha deciso di prendere tempo in attesa dell’incontro di mercoledì con il governo, pronto a dichiarare nuovamente il blocco dei cieli per la compagnia se verranno disattese le sue richieste.
Rientra lo sciopero ma non lo stato di agitazione in quanto proseguono assemblee e presidi, la situazione dei voli rimane pertanto precaria, anzi indefinibile, con i passeggeri invitati a consultare il sito www.alitalia.com per conoscere il loro destino. Il numero dei voli cancellati è progressivamente aumentato nel corso della giornata di ieri, prima 44, poi 89, dato Alitalia alle ore 14,00, quindi 138 alle 19, cifre che i sindacati giudicano in difetto.
Il brutto colpo per i passeggeri che vedono svanire il loro decollo è poi quello di una normativa Ue che non li tutela, anzi li penalizza ulteriormente: in caso di sciopero non è previsto rimborso, in quanto considerato causa di forza maggiore, come le avverse condizioni meteorologiche. Alitalia ha confermato di tutelare al meglio il passeggero cercando di riproteggerlo su altre compagnie che svolgono la tratta sospesa, ma in base a una normativa Ue non c’è obbligo di rimborso del biglietto. La compagnia probabilmente cercherà di allungare la vita del documento di viaggio di un paio di giorni oltre la data della sua scadenza, augurandosi che nel frattempo la situazione migliori. Oppure, in caso di destinazioni Ue, convertire il biglietto aereo con uno ferroviario. Ma il caos di questi giorni è totale: la normativa Ue dice che in caso di sciopero subìto, per esempio quello dei controllori di volo, la compagnia non ha l’obbligo del rimborso, ma questo sciopero dei suoi dipendenti è da considerarsi ugualmente subìto?
Alcuni passeggeri, sperando che la giornata di ieri fosse una sorta di cuscinetto in vista dello sciopero, hanno prenotato anche due voli restando comunque a terra. La tanto sbandierata carta del passeggero dà indicazioni precise in termini di alloggio e cibo, ma se Enac, l’ente nazionale aviazione civile, dovesse eseguire alla lettera tali disposizioni, sarebbe bufera per qualsiasi compagnia.
E non è tutto, perché per svolgere le operazioni di riprotezione su voli di altri vettori, serve anche personale dedicato, e non è questo un periodo di abbondanza. Alitalia non ha comunque confermato di servirsi di tecnici Klm o British per mettere in sicurezza gli aerei pronti per il decollo e in una nota ha diffidato chiunque metta in dubbio la massima tutela dei requisiti di volo.
Il temuto blocco totale della flotta ieri non c’è stato, ma le previsioni per oggi sono durissime: saranno 250 i voli che subiranno cancellazioni o forti ritardi. In una nota Alitalia ha informato che a causa del protrarsi di iniziative sindacali illegittime, alle 19,00 di ieri erano stati cancellati 121 voli rispetto ai 130 stimati sull’intera rete e come conseguenza si prevedono per la giornata di oggi numerosi ritardi e cancellazioni stimati fino a 250. Nello scusarsi per i disagi arrecati, la compagnia invita i passeggeri a contattare preventivamente il numero verde Alitalia 800650055 per verificare lo status del volo prima di recarsi in aeroporto.
Parlare di tregua con un simile scenario è un semplice eufemismo, di fatto non cambia nulla, si ferma lo sciopero, gli aerei non volano e il management Alitalia rimane con il dito delle sigle sindacali puntato contro: una previsione di bilancio per il 2006 che segna un rosso di 200-250 milioni di euro e, fra le altre beghe, l’operazione poco chiara dell’acquisizione della compagnia Volare. Peraltro proprio i lavoratori di Volare Group hanno indetto presidi e assemblea a partire da oggi a garanzia della loro continuità aziendale.