Sciopero, tram fermi ma per un giorno non si paga l’Ecopass

Dicembre, il mese del traffico per eccellenza, non comincia nel migliore dei modi. Per gli habitué del calendario dell’avvento - quello con il conto alla rovescia da qui a Natale - la prima finestrella da aprire non riserva una piacevole sorpresa. Primo dicembre: sciopero dei mezzi pubblici. Raggiungere gli uffici e le scuole sarà un po’ più difficoltoso del solito.
Nulla a che vedere con lo sciopero del primo dicembre del 2003, quando la stragrande maggioranza dei tranvieri aveva optato per la modalità «selvaggia». E, senza preavviso, nemmeno aveva fatto uscire tram e bus dai depositi, lasciando a piedi l’intera Milano appena alzata. Un incubo, ritardi di tutti in tutto, la città completamente immobilizzata, senza paracadute. Stavolta, certo, sarà diverso, ma chi si ricorda il famoso sciopero dei tranvieri precettati, teme il peggio.
Mezzi pubblici fermi. Ma il servizio di metro, bus e tram gestito da Atm, così come quello gestito da Net (Nord Est Trasporti), sarà garantito al mattino fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. Cioè in tutte le fasce calde del traffico, negli orari di spostamento dell’esercito dei pendolari. A livello territoriale, con possibile astensione dalle ore 18 alle ore 22, hanno aderito anche le sigle Fildai Cildi e Sama Faisa Confail.
Unica buona notizia della giornata: nessuno, almeno per un giorno, dovrà pagare l’Ecopass. Si potrà circolare liberamente, con qualsiasi tipo di auto, nel centro di Milano. Ad annunciarlo è il Comune di Milano che ha voluto agevolare in tutto e per tutto gli spostamenti dei milanesi. Da qui la decisione di autorizzare la liberalizzazione dei turni di servizio dei taxi, ma solo per il carico in città, dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alle 24. Nel caso di revoca dello sciopero, anche la liberalizzazione dei turni sarà sospesa.
In tema di traffico, suscita polemiche l’iniziativa del telepass gratis e degli sconti per i pendolari decisi da Serravalle. Il consigliere dei Verdi a Palazzo Marino, Enrico Fedrighini, dice di essere «sconcertato per questa sorta di Ecopass alla rovescia, che incentiva l’uso dell’auto».
«La Serravalle - sostiene - ha registrato un calo di utenti del sistema delle tangenziali milanesi, effetto anche della crisi economica. E allora inventa un Ecopass alla rovescia con sconti per i pendolari che decidono, nonostante la crisi, di utilizzare la propria auto per recarsi al lavoro. Sono sconcertato. Il costo tortale dell’operazione è di un milione e mezzo di euro: roba da matti. Con quei soldi si sarebbe potuto potenziare il servizio di trasporto pubblico dei mezzi dell’hinterland, attorno ai nodi di interscambio con le linee Fs e Mm».