Sciopero a tutti i costi Pensioni salve e la Cgil: "In piazza lo stesso"

Nonostante le annunciate modifiche alla manovra finanziaria e la mancanza, ancora, di un testo definitivo, la Camusso tira dritto: "Ci sono ancora tutte le ragioni dello sciopero generale"

Roma - Il contributo di solidarietà, l'aumento dell'Iva, ora anche la norma sul riscatto degli anni dell’università e del servizio di leva ai fini del calcolo per andare in pensione. Tutti provvedimenti duramente contestati e esclusi dalla manovra finanziaria oggi alla commissione Bilancio del Senato. Nessun testo definitivo, quindi, ma solo ipotesi, che poi passeranno al vaglio del Parlamento che potrà apportare, come da Costituzione, gli emendamenti del caso. 

Camusso: "Avanti con lo sciopero" Eppure la Cgil non ascolta ragioni e tira dritto: "Nessuno pensi di fare il grillo parlante e dire che non ci sono più le ragioni dello sciopero", ha detto il segretario generale Susanna Camusso confermando lo sciopero generale indetto per il 6 settembre. "Le ragioni dello sciopero c’erano già prima della norma sulle pensioni - spiega - e l’iniquità della manovra rimane". Fossi in Cisl e Uil aspetterei a cantare vittoria e attenderei i provvedimenti successivi". La protesta continua, ma la Camusso è pronta prendersi il merito del ritiro della norma sulle pensioni: "Se verrà confermato che il governo ha ritirato questo provvedimento, questo passo è figlio della mobilitazione della Cgil".

Bonanni: "Merito nostro" Poco prima era stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a criticare l'irremovibilità della Cgil e a rivendicare il proprio merito nella modifica alla manovra sulle pensioni: "Mi dispiace per la Camusso e per la Cgil che con lo stralcio delle norme sulle pensioni ottenuto grazie alla pressione in queste ore di Cisl e Uil, vede scomparire l’assist per fare uno sciopero generale, peraltro già discutibile e dannoso in questo momento per la situazione economica del paese".