«Sciostakovic? Semplicemente il più grande»

Rostropovich presenta il primo dei tre concerti dedicati al celebre compositore russo che terrà al Parco della Musica per la stagione sinfonica dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia

Pietro Acquafredda

Aveva promesso di tornare a Roma per il centenario della nascita di quello che lui reputa il più grande musicista del ventesimo secolo. Quella promessa, Mstislav Rostropovich l’ha mantenuta, tornando a dirigere, questa settimana, all’Accademia di Santa Cecilia un programma interamente dedicato a Dimitrij Sciostakovic, nel quale spicca la Sinfonia n. 8. Rostropovich ne è convitno categoricamente: «Sciostakovic è più grande anche di Mahler e di Stravinskij: è superiore a Mahler, per la poliedricità e la grandezza del genio; a Stravinsky perché lui della musica moderna è stato solo l’iniziatore, ma è Sciostakovic quello che veramente la incarna , in ogni sua sfaccettatura stilistica ed espressiva».
Per il concerto romano - non dimentichiamo che Sciostakovic era membro onorario dell’Accademia di Santa Cecilia - Rostropovich ha scelto, fra tutte le sinfonie l’Ottava, che ritiene una delle più «intense, profonde, e personali» del compositore, preferendola di gran lunga alla più celebre consorella, immediatamente precedente, la Settima «di Leningrado», che gli sembra, invece, più «ufficiale, quella che rappresenta il sentire comune di fronte alle vittime della guerra nazista». Ma c’è anche una ragione personale.
Rostropovich non aveva ancora diciassette anni, quando era giunto a Mosca per studiare al Conservatorio, iscritto nella classe di Sciostakovic, per la composizione. «Era forse il primo giorno di lezione, alla fine di ottobre del 1943 - racconta il musicista -. Dopo le presentazioni, Sciostakovic si scusò perché quel giorno non poteva tenere la sua lezione; doveva assistere alle concomitanti prove della sua nuova sinfonia, l’Ottava, diretta da Mravinskij , cui era dedicata, in previsione della prima che ebbe luogo il 4 novembre del 1943. Seguimmo il maestro alle prove. Nonostante la mia giovane età avevo già composto due concerti per pianoforte, un quartetto ed alcuni pezzi per viola. Quella sinfonia mi fece un’impressione così profonda che, nei giorni seguenti, mi misi a scrivere la mia prima sinfonia. Tre mesi dopo la mia sinfonia era terminata. La riguardai e mi accorsi che era molto simile all’Ottava del mio maestro, ma decisamente molto peggio di quella. Decisi allora che non avrei più scritto una riga di musica. Non ci ripensai neanche quando, più tardi, Sciostakovic supplicò mia madre perché mi convincesse a non dedicarmi esclusivamente al violoncello, ma a riprendere la composizione».
Rostropovich accanto alla sinfonia, ha scelto un concerto che rivela la vena umoristica di Sciostakovic, quel Concerto n. 1 per pianoforte tromba e orchestra d’archi - solisti Mikhail Rudy e Andrea Lucchi - scritto negli anni Trenta, con il quale l’autore medesimo intendeva «difendere il diritto di ridere degli ascoltatori, all’interno della cosiddetta musica seria».
L’orchestra ceciliana, i solisti e Rostropovich, lunedì 6, suoneranno a Madrid il medesimo programma. Per tale trasferta, questa settimana i concerti romani si terranno domani, martedì e mercoledì.
Auditorium, Sala Santa Cecilia. Musiche di Dimitrij Sciostakovic. Mstislav Rostropovich direttore. Domani, ore 18; martedì, ore 19.30, mercoledì, ore 21. Biglietti da 16 a 41 euro. Informazioni: 06.8082058.