Scippano una vigilessa in borghese Ma la fuga finisce con un testacoda

Processati per direttissima: a uno tre mesi con condizionale l’altro libero perché «tossico»

Hanno scippato una vigilessa in abiti civili, poi sono fuggiti a bordo di un’automobile ma sono stati arrestati al termine di un rocambolesco inseguimento conclusosi con un testacoda della loro vettura. Protagonisti della vicenda due italiani, un incensurato e un tossicodipendente, che nel pomeriggio di ieri sono stati processati per direttissima: il primo è stato condannato a tre mesi con la condizionale mentre il secondo è stato riconosciuto incompatibile con i sistemi detentivi.
Tutto è accaduto ieri mattina intorno alle 6.30 nei pressi di Ponte Testaccio, proprio davanti alla sede del Git (Gruppo intervento traffico). La vigilessa, che aveva appena smontato, è stata avvicinata dall’autovettura con a bordo i due malviventi, che le hanno strappato la borsetta. La donna ha cercato di resistere e ha urlato, attirando l’attenzione dei colleghi del Git, che si sono lanciati all’inseguimento dei banditi. Inseguimento conclusosi dopo poco con il testacoda della vettura e la cattura dei due italiani. La vigilessa è stata soccorsa e portata in ospedale dove è stata giudicata guaribile in sei giorni.
Sulla vicenda è intervenuto Gabriele Di Bella, segretario aggiunto Cisl Polizia Municipale Gabriele Di Bella, che da un lato ha commentato che «la polizia municipale di Roma anche in questa occasione ha operato a mani nude e armata solo di buona volontà e senso del dovere esponendosi a notevoli rischi nel caso in cui i malviventi fossero stati in possesso di armi» e dall’altro, riguardo alla sentenza del processo per direttissima, si è detto «rispettoso ma insoddisfatto. Ancora una volta chi ha commesso se l’è cavata meglio di chi lo ha subito. Pensare di combattere la criminalità in questo modo è come sperare di pescare con le reti bucate», ha concluso Di Bella.