Le scissioni alla Mussi fanno rimpiangere il Pci

«Quel Mussi» (scrive il Giornale del 30 marzo) ha una collocazione di sinistra nel gruppo parlamentare dei Ds. Ma non ha il carisma. L’unico ad averlo fu Pietro Ingrao, avversario di Giorgio Amendola e Giorgio Napolitano. Il Partito comunista dei vecchi tempi aveva una destra di Pietro Secchia autenticamente staliniana; una radice menscevico-contadina tentata nel ’44 dal parlamentare sardo Renzo Laconi; un maxicentro togliattiano e una sinistra filo maoista tipo il «Manifesto». Oggi le cose sono assai diverse soprattutto quando si parla di «scissione» e di un nuovo partito: prima di tutto per la parvità odierna della materia e la qualità dell’eventuale rottura. C’è insomma sinistra e sinistra essendo quella ingraiana un disegno completo e assolutamente alternativo per qualità e pratica organizzativa. Non solo quindi interno al partito, ma globalmente alternativo e qualitativamente più complesso.
Una scissione con Ingrao e magari con il Manifesto era una cosa. Un’altra è con Mussi e le truppe di Angius e Salvi, sinistra attuale per quel che vale. Voglio dire che quindi non sono la stessa cosa nominalmente e concettualmente, poiché ormai sono assai minori i danni che una scissione potrebbe arrecare ai Ds. Ogni prospettiva è idealmente e ideologicamente diversa: l’attuale essendo la rottura di un governo e non di una vita, essendo gli uomini assai diversi di allora. Prodi non essendo Marx e Rutelli non essendo John Stuart Mill, l’economista liberale inglese. Non si tratta solo di uomini, ma soprattutto di valori e il congresso del prossimo 19 aprile a Firenze non sarà come il XII Congresso del Pci a Bologna nel febbraio del 1969. Allora erano in gioco passioni profonde e diverse e non una pura collocazione parlamentare o governativa come accadrebbe ora. Manca un pericolo di socialdemocrazia, il peggio che possa esistere per un partito che voleva essere leninista come nel 1969: e neppure di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg nella Germania pre rivoluzionaria del 1918.
Mussi sarà una persona perbene, come scrive il Giornale, potrà guardare pure con vicinanza a Bertinotti: ma non sarà mai a capo di una sinistra che possa ottundere il vecchio Pci. Il vecchio Pci, se c’è ancora o qualcuno pensa che ci sia, è già tramontato e con esso la sinistra di Mussi.