Scissor Sister, sexy ma semplici L’obiettivo è farci ballare

C’è un po’ di «disco», un po’ di Abba, un po’ di Bee Gees e un po’ di Elton John. Aggiungete quel che più vi piace - purché leggero - e lo troverete nel suono degli Scissor Sisters, gruppo-fenomeno di New York City che ha fatto impazzire mezzo mondo e che giovedì ha tenuto l’unico concerto italiano all’Alcatraz di Milano. Bono li ha definiti «la miglior pop band del mondo». Sarà perché c’è bisogno di ballare, di dimenarsi, di sentire musica semplice: il concerto diventa una megadiscoteca dove anche i brani più banali come Laura hanno una ragion d’essere nella voglia di distrarsi in mezzo agli altri. La florida cantante Ana Matronic e Jake Shears (che finisce lo show in mutande e paillettes) sono i simboli del nuovo pop omosex, autoironico ed energetico. Buttano nel calderone elettronica (Transistors), funky sinuoso (l’hit I Don’t Feel Like Dancin’), canzoncine (Paul McCartney), ballate melodicche con tanto di banjo (She’s My Man). La loro forza - cocktail di mille ingredienti - potrebbe trasformarsi nel loro punto debole.