Una «sciura» presidente per Assolombarda

Sabrina Cottone

«Finalmente una sciura presidente». È l’ora del passaggio delle consegne e Michele Perini incorona Diana Bracco, che prende il suo posto alla guida di Assolombarda. Cavaliere del lavoro, laureata in Chimica e ad honorem in Farmacia e Medicina, la signora è presidente e amministratore delegato della Bracco ed è la prima donna a essere eletta alla guida degli industriali lombardi: 5.800 aziende che fanno dell’associazione la più rappresentativa di Confindustria.
Una prima volta che incoraggia e alimenta nuovi primati al femminile. Per fare un esempio a caso, quello della prima donna numero uno di Palazzo Marino. «Un buon auspicio per avere anche un sindaco donna a Milano» commenta Gabriele Albertini. Quella donna sarà Letizia Moratti? Il sindaco non si sbilancia: «Spero di sì ma non sta a me dirlo, spetta all’interessata riflettere».
Il ministro dell’Istruzione piace anche a Diana Bracco. E non è solo solidarietà femminile. «Letizia Moratti è sicuramente un donna molto determinata» osserva la neo presidente di Assolombarda. E anche se la Bracco ricorda che «è un po’ presto per pronunciarsi perché non ci sono ancora candidature ufficiali», l’apprezzamento è più che esplicito: «Ho conosciuto il ministro Moratti perché abbiamo lavorato insieme quando ero il suo referente di Confindustria per ricerca e innovazione».
Il valore aggiunto femminile è importante, sostiene la presidente di Assolombarda, che ha messo in pratica la teoria e così nella sua azienda i livelli di alte qualifiche affidate alle donne sono superiori al cinquanta per cento. «Le donne si identificano molto con l’impresa, spesso sono pragmatiche e decise a raggiungere un obiettivo al di là delle pretese personali» è la tesi di Diana Bracco, ben contenta anche del 57 per cento di presenza femminile che si può conteggiare in Assolombarda.
Donna e leader degli industriali è un abbinamento degno di nota anche per il presidente di Confindustria. «È una novità che segna questa stagione» sottolinea Luca Cordero di Montezemolo, che inserisce il caso Bracco in un trend nazionale. «Non è un fatto isolato, penso alle tante imprenditrici che stanno assumendosi responsabilità nella nostra associazione: da Emma Marcegaglia a Maria Paola Merloni, da Anna Maria Artoni a Cristiana Coppola».
«Milano sotto questo profilo è una città molto avanzata» sostiene la presidente degli industriali lombardi. E completa il suo punto di vista sulle compagne di sesso: «Le donne tendono a svolgere fino in fondo il proprio lavoro. Sono abituate a prendersi cura delle proprie cose, amano quel che fanno e amano farlo fino in fondo».

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