Sclerosi multipla: è nel Dna il «colpevole» del suo sviluppo

Una variante del gene della selectina-E aumenta la probabilità di sviluppare la Sclerosi multipla: è questo il primo risultato di una ricerca, condotta dal team di Elio Scarpini e Daniela Galimberti del Centro sclerosi multipla del dipartimento di Scienze neurologiche, diretto dal prof. Nereo Bresolin, presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Dallo studio, pubblicato sul numero di agosto del Journal of Neuroimmunology, emerge inoltre che gli individui portatori di un’ulteriore variante in tale gene hanno un decorso benigno della malattia. La Sclerosi multipla, spiegano i ricercatori, è scatenata da diversi fattori, sia di tipo genetico sia ambientale. Un evento cruciale della genesi della malattia è costituito dall’entrata di linfociti attivati all’interno del sistema nervoso centrale (processo in cui è appunto coinvolta la selectina-E). Tuttavia, la progressione della patologia è variabile da individuo a individuo, come anche la risposta ai trattamenti. Per questo è importante identificare i soggetti che hanno un corredo genetico predisponente, nonché capire quale può essere la sua influenza sull’andamento della patologia. E secondo gli scienziati, questo insieme di conoscenze potrà essere in futuro molto utile per impostare un efficace trattamento terapeutico.