Scola: «L’università Cattolica come un campus americano»

«L’ideale sarebbe come un campus americano...». L’arcivescovo Angelo Scola, ex studente della Cattolica, alla prima prolusione in aula magna, racconta il suo sogno per l’università milanese, tutti dentro le mura dalle nove alle cinque, prof e ragazzi, per la nuova evangelizzazione: «cercare la verità» e «annunciare a tutti Cristo», senza un «atteggiamento equivocamente neutrale». Un occhio agli stipendi dei docenti: «Certo, ci vorrebbero salari adeguati...». Forse un primo passo sono le 25 residenze e i 1640 posti letto a disposizione degli studenti fuori sede, ma molto resta da fare.
Nell’attesa dell’università all’americana, Scola insiste sull’«importanza della Cattolica per la nuova evangelizzazione». Grande folla di giovani alla Messa in Sant’Ambrogio che ha aperto la giornata inaugurale dell’anno accademico 2011-2012. Basilica colma, molti ragazzi seduti sui gradini, ricevono l’Eucarestia e ascoltano l’omelia densa di attualità del cardinale: «La Cattolica deve contribuire a dare sangue al Paese esausto e vitalità a quest’Europa impagliata». Scola invita a «superare le divisioni», «al di là dei legittimi conflitti d’opinione», a «essere edificatori di Chiesa e società civile».
Mette in guardia da una ricerca scientifica che si considera fine e non mezzo: «Il genio umano talora delira da biotecnologia e neuroscienza», «ma nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, cioè Gesù Cristo». Su questo fondamento si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, paglia: «C’è spazio per tutta la creatività. Dio lancia la libertà di ricerca, non la condiziona».
Nella prolusione insiste sul «carattere popolare del sapere». Cita San Tommaso, Balthasar, Newman, Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e la dichiarazione del Concilio Vaticano II sull’educazione, Gravissimum Educationis, per ricordare l’università come luogo di «una presenza pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano».
Nella basilica di sant’Ambrogio Scola guiderà anche la giornata conclusiva degli esercizi spirituali d’Avvento per i giovani (intesi in senso “moderno”, dai 18 ai 35 anni). La serata scelta è mercoledì 16 novembre: il vescovo Angelo parlerà della «festa e l’amore».