Scola ordina i nuovi diaconi «Ora andate nelle periferie»

Elena Gaiardoni

Gioia e folla ieri davanti alla cattedrale per l'ordinazione di diciannove nuovi diaconi. I futuri sacerdoti sono stati lanciati in aria da parenti e amici, che li hanno festeggiati con striscioni scherzosi. L'appellativo «don» campeggiava sugli stendardi e lo tonache nere volteggiavano sullo sfondo del Duomo, a dimostrazione di come il cammino sacerdotale sia ancora vissuto come un dono di felicità non solo da chi lo compie, ma anche da chi sta vicino a lui, come ci fa ricordare il leggendario don Camillo di Giovannino Guareschi, un prete che non hai mai disdegnato il fuoco sacro di una sana risata.

Solenne la cerimonia in cattedrale celebrata dal cardinale Angelo Scola. «Annunciate la parola di Dio alle periferie», questo il monito ai seminaristi: dieci della diocesi di Milano, sette del Pontificio Istituto delle Missioni estere, uno dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia e uno della Congregazione Benedettina Olivetana. «Quelli che cercano Dio sono i fortunati nella vita».

Spesso cercare significa andare alla cieca, muoversi senza sapere dove sia la giusta direzione, attendere che nell'ignoto appaia un punto concreto. «Chi cerca Gesù - ha sottolineato invece il cardinale - sa già chi va cercando, perché Gesù è Colui che è già venuto al nostro incontro, incarnandosi e svolgendo tutta la sua missione in mezzo a noi».

Il sole del primo giorno di ottobre, che per anni e anni è stato sinonimo per tanti di noi del primo giorno di scuola, ieri ha significato per diciannove ragazzi l'inizio di una traccia di fede dalla meta radiosa, ma dalle tappe anche ardue.